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La patologia microvascolare coronarica: meccanismi e contesti clinici
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Un’ampia percentuale di pazienti, prevalentemente di sesso femminile, sottoposti a coronarografia per dolore toracico tipico non presenta stenosi coronariche significative. Molti di questi pazienti con malattia miocardica microvascolare hanno ipertrofia ventricolare sinistra, cardiomiopatie, malattie delle valvole o altre condizioni cliniche.La definizione di angina microvascolare si basa su (a) sintomi di ischemia miocardica (angina da sforzo/a riposo), (b) assenza di malattia coronarica ostruttiva (stenosi <50% all’angiografia coronarica o alla tomografia computerizzata coronarica), (c) evidenza oggettiva di ischemia miocardica (anomalie ischemiche dell’elettrocardiogramma durante episodi di dolore toracico e/o difetti di perfusione miocardica o anomalie della contrattilità regionale), (d) indici patologici di test utilizzati per lo studio del microcircolo (indice di resistenza microvascolare >25, riserva di flusso coronarico <2.0) e/o spasmo microvascolare (flusso TIMI <2) durante i test di vasoreattività intracoronarica. I meccanismi della disfunzione microvascolare e i test per la diagnosi di angina microvascolare sono riportati in dettaglio.Da un punto di vista clinico, mentre è evidente il ruolo cruciale del microcircolo nel determinare la prognosi a breve e lungo termine, gli sforzi fino ad oggi per migliorare gli esiti clinici nei pazienti con ostruzione microvascolare hanno avuto scarso successo, molto probabilmente perché la disfunzione microvascolare è un processo multifattoriale con diversi meccanismi fisiopatologici sottostanti e interdipendenti. Pertanto, ulteriori studi sono necessari per sviluppare strategie terapeutiche efficaci per la malattia miocardica microvascolare.
Il Pensiero Scientifico Editore
Title: La patologia microvascolare coronarica: meccanismi e contesti clinici
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Un’ampia percentuale di pazienti, prevalentemente di sesso femminile, sottoposti a coronarografia per dolore toracico tipico non presenta stenosi coronariche significative.
Molti di questi pazienti con malattia miocardica microvascolare hanno ipertrofia ventricolare sinistra, cardiomiopatie, malattie delle valvole o altre condizioni cliniche.
La definizione di angina microvascolare si basa su (a) sintomi di ischemia miocardica (angina da sforzo/a riposo), (b) assenza di malattia coronarica ostruttiva (stenosi <50% all’angiografia coronarica o alla tomografia computerizzata coronarica), (c) evidenza oggettiva di ischemia miocardica (anomalie ischemiche dell’elettrocardiogramma durante episodi di dolore toracico e/o difetti di perfusione miocardica o anomalie della contrattilità regionale), (d) indici patologici di test utilizzati per lo studio del microcircolo (indice di resistenza microvascolare >25, riserva di flusso coronarico <2.
0) e/o spasmo microvascolare (flusso TIMI <2) durante i test di vasoreattività intracoronarica.
I meccanismi della disfunzione microvascolare e i test per la diagnosi di angina microvascolare sono riportati in dettaglio.
Da un punto di vista clinico, mentre è evidente il ruolo cruciale del microcircolo nel determinare la prognosi a breve e lungo termine, gli sforzi fino ad oggi per migliorare gli esiti clinici nei pazienti con ostruzione microvascolare hanno avuto scarso successo, molto probabilmente perché la disfunzione microvascolare è un processo multifattoriale con diversi meccanismi fisiopatologici sottostanti e interdipendenti.
Pertanto, ulteriori studi sono necessari per sviluppare strategie terapeutiche efficaci per la malattia miocardica microvascolare.
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