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Aspetti fisiopatologici della malattia coronarica nella donna
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La cardiopatia ischemica è la principale causa di morte nella donna come nell’uomo. La malattia presenta tuttavia aspetti fisiopatologici diversi nei due sessi. Nella donna l’ischemia miocardica si associa più spesso ad arterie epicardiche normali o prive di stenosi significative, erosione piuttosto che rottura di placca, dissezione coronarica spontanea, disfunzione del microcircolo, cardiomiopatia da stress, e rottura di cuore dopo infarto acuto. Rispetto all’uomo, la cardiopatia ischemica nella donna si presenta 7-10 anni più tardi e si associa a un numero maggiore di fattori di rischio anche dopo normalizzazione per età. Tipicamente la donna coronaropatica è fragile perché anziana e gravata da comorbilità quali l’insufficienza renale. Un altro gruppo vulnerabile è costituito da donne con sindromi coronariche acute prima dei 60 anni la cui mortalità intraospedaliera risulta quasi doppia rispetto agli uomini di pari età. Tali vulnerabilità, in apparente contrasto con l’insorgenza ritardata e con la minor estensione di aterosclerosi epicardica, sono riferibili in parte a bias di prevenzione, presentazione, diagnosi e cura della coronaropatia nella donna, in parte a meccanismi fisiopatologici diversi nei due sessi.
Il Pensiero Scientifico Editore
Title: Aspetti fisiopatologici della malattia coronarica nella donna
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La cardiopatia ischemica è la principale causa di morte nella donna come nell’uomo.
La malattia presenta tuttavia aspetti fisiopatologici diversi nei due sessi.
Nella donna l’ischemia miocardica si associa più spesso ad arterie epicardiche normali o prive di stenosi significative, erosione piuttosto che rottura di placca, dissezione coronarica spontanea, disfunzione del microcircolo, cardiomiopatia da stress, e rottura di cuore dopo infarto acuto.
Rispetto all’uomo, la cardiopatia ischemica nella donna si presenta 7-10 anni più tardi e si associa a un numero maggiore di fattori di rischio anche dopo normalizzazione per età.
Tipicamente la donna coronaropatica è fragile perché anziana e gravata da comorbilità quali l’insufficienza renale.
Un altro gruppo vulnerabile è costituito da donne con sindromi coronariche acute prima dei 60 anni la cui mortalità intraospedaliera risulta quasi doppia rispetto agli uomini di pari età.
Tali vulnerabilità, in apparente contrasto con l’insorgenza ritardata e con la minor estensione di aterosclerosi epicardica, sono riferibili in parte a bias di prevenzione, presentazione, diagnosi e cura della coronaropatia nella donna, in parte a meccanismi fisiopatologici diversi nei due sessi.
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