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Risonanza magnetica funzionale dell'encefalo in pazienti candidati ad intervento chirurgico con guida stereotassica

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Negli ultimi anni la risonanza magnetica funzionale dell'encefalo (fMRI) si è proposta con successo nello studio dell'attività encefalica durante lo svolgimento di determinate funzioni. Si è inoltre delineato per essa un ruolo paricolarmente interessante nell'ambito della pianificazione preoperatoria di pazienti destinati ad un intervento chirurgico in sedi encefaliche critiche, ovvero ad alto rischio di invalidtà postoperatoria. Il presente lavoro mira alla realizzazione di mappe di attivazione motoria in pazienti con lesioni occupanti spazio nell'encefalo mediante un tomografo a 1,5 T di non recentissima tecnologia; successivamente si è voluto valutare l'informatività di tali mappe, sia dal punto di vista neurochirurgico sia dal punto di vista neurofisiologico. Sono stati presi in esame 5 pazienti, tutti portatori di una lesione occupante spazio in prossimità della corteccia perirolandica e tutti destinati ad un intervento chirurgico in stereotassi per l'asportazione di tale lesione. I pazienti venivano sottoposti in un'unica seduta allo studio funzionale e morfologico dell'encefalo con il casco stereotassico in sede. Lo studio di fMRI si è svolto su uno o massimo due piani assiali orientati ortogonalmente al decorso della scissura di Rolando. Esso prevedeva come prova di attivazione il movimento della mano controlaterale all'emisfero con la lesione da asportare. In un paziente la funzione motoria è stata studiata anche intraoperatoriamente mediante la stimolazione elettrica della corteccia cerebrale. In 4 pazienti si è avuta una netta rappresentazione della corteccia sensitivo-motoria di tale emisfero. In 3 di essi si è vista inoltre un'attivazione dell'emisfero opposto, ipsilaterale alla mano in movimento. Altre zone di attivazione visualizzate nei nostri studi sono state messe in relazione con l'area motoria supplementare (3 pazienti) e l'area premotoria (2 pazienti). Nel paziente in cui si è proceduto intraoperatoriamente con la stimolazione elettrica della corteccia cerebrale è stata riscontrata una buona concordanza tra lo studio elettrofisiologico e l'indagine di fMRI. Analizzando i risultati da noi conseguiti possiamo concludere che anche un tomografo a 1,5 T di tipo convenzionale si presta ad un'indagine di fMRI in pazienti con lesioni encefaliche. Le mappe di attivazione realizzate su uno o due piani assiali sono in grado di fornire delle informazioni sui rapporti tra la lesione da asportare e la corteccia sensitivo-motoria, in particolare l'area della mano. Ciò ha notevoli implicazioni dal punto di vista neurochirurgico, considerando quanto sia importante la salvaguardia dell'integrità funzionale del soggetto che si sottopone ad un intervento neurochirurgico in una sede critica come la corteccia perirolandica.
Title: Risonanza magnetica funzionale dell'encefalo in pazienti candidati ad intervento chirurgico con guida stereotassica
Description:
Negli ultimi anni la risonanza magnetica funzionale dell'encefalo (fMRI) si è proposta con successo nello studio dell'attività encefalica durante lo svolgimento di determinate funzioni.
Si è inoltre delineato per essa un ruolo paricolarmente interessante nell'ambito della pianificazione preoperatoria di pazienti destinati ad un intervento chirurgico in sedi encefaliche critiche, ovvero ad alto rischio di invalidtà postoperatoria.
Il presente lavoro mira alla realizzazione di mappe di attivazione motoria in pazienti con lesioni occupanti spazio nell'encefalo mediante un tomografo a 1,5 T di non recentissima tecnologia; successivamente si è voluto valutare l'informatività di tali mappe, sia dal punto di vista neurochirurgico sia dal punto di vista neurofisiologico.
Sono stati presi in esame 5 pazienti, tutti portatori di una lesione occupante spazio in prossimità della corteccia perirolandica e tutti destinati ad un intervento chirurgico in stereotassi per l'asportazione di tale lesione.
I pazienti venivano sottoposti in un'unica seduta allo studio funzionale e morfologico dell'encefalo con il casco stereotassico in sede.
Lo studio di fMRI si è svolto su uno o massimo due piani assiali orientati ortogonalmente al decorso della scissura di Rolando.
Esso prevedeva come prova di attivazione il movimento della mano controlaterale all'emisfero con la lesione da asportare.
In un paziente la funzione motoria è stata studiata anche intraoperatoriamente mediante la stimolazione elettrica della corteccia cerebrale.
In 4 pazienti si è avuta una netta rappresentazione della corteccia sensitivo-motoria di tale emisfero.
In 3 di essi si è vista inoltre un'attivazione dell'emisfero opposto, ipsilaterale alla mano in movimento.
Altre zone di attivazione visualizzate nei nostri studi sono state messe in relazione con l'area motoria supplementare (3 pazienti) e l'area premotoria (2 pazienti).
Nel paziente in cui si è proceduto intraoperatoriamente con la stimolazione elettrica della corteccia cerebrale è stata riscontrata una buona concordanza tra lo studio elettrofisiologico e l'indagine di fMRI.
Analizzando i risultati da noi conseguiti possiamo concludere che anche un tomografo a 1,5 T di tipo convenzionale si presta ad un'indagine di fMRI in pazienti con lesioni encefaliche.
Le mappe di attivazione realizzate su uno o due piani assiali sono in grado di fornire delle informazioni sui rapporti tra la lesione da asportare e la corteccia sensitivo-motoria, in particolare l'area della mano.
Ciò ha notevoli implicazioni dal punto di vista neurochirurgico, considerando quanto sia importante la salvaguardia dell'integrità funzionale del soggetto che si sottopone ad un intervento neurochirurgico in una sede critica come la corteccia perirolandica.

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