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Politerapia e polifarmacia nell’anziano con scompenso cardiaco cronico

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L’invecchiamento della popolazione comporta un aumento della prevalenza di malattie croniche (compreso lo scompenso cardiaco cronico) e di comorbosità (la presenza di una o più ulteriori malattie oltre una malattia “indice”, potenzialmente in grado di contribuire allo sviluppo di disabilità), che incrementa il carico assistenziale. Per tale motivo, ci si aspetta che i costi già elevati sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) cresceranno ulteriormente nelle prossime decadi, in parallelo con il progressivo invecchiamento della popolazione. Questo trend epidemiologico è alla base della crescente frequenza di politerapia (multipli trattamenti prescritti allo stesso individuo) e di polifarmacia (multipli trattamenti utilizzati dallo stesso individuo, ma non necessariamente prescritti da un medico). Per le frequenti interazioni, non sempre facilmente prevedibili, politerapia/polifarmacia si associano ad un’elevata incidenza di reazioni avverse, causa di mortalità e di ospedalizzazioni, con aumento dei costi diretti e indiretti per il SSN. I medici, i pazienti e coloro che li assistono devono essere istruiti a perseguire strategie dirette a ridurre il rischio di reazioni avverse mantenendo trattamenti possibilmente ottimali di condizioni complesse, quali lo scompenso cardiaco cronico, a rischio elevato di morte, dis­abilità e deterioramento della qualità di vita. Tali strategie sono fondate su varie linee di intervento: riduzione delle prescrizioni inappropriate e del numero di farmaci assunti, evitando il più possibile quelli con maggior potenziale di interazioni, e promozione dell’aderenza da parte dei pazienti.
Title: Politerapia e polifarmacia nell’anziano con scompenso cardiaco cronico
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L’invecchiamento della popolazione comporta un aumento della prevalenza di malattie croniche (compreso lo scompenso cardiaco cronico) e di comorbosità (la presenza di una o più ulteriori malattie oltre una malattia “indice”, potenzialmente in grado di contribuire allo sviluppo di disabilità), che incrementa il carico assistenziale.
Per tale motivo, ci si aspetta che i costi già elevati sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) cresceranno ulteriormente nelle prossime decadi, in parallelo con il progressivo invecchiamento della popolazione.
Questo trend epidemiologico è alla base della crescente frequenza di politerapia (multipli trattamenti prescritti allo stesso individuo) e di polifarmacia (multipli trattamenti utilizzati dallo stesso individuo, ma non necessariamente prescritti da un medico).
Per le frequenti interazioni, non sempre facilmente prevedibili, politerapia/polifarmacia si associano ad un’elevata incidenza di reazioni avverse, causa di mortalità e di ospedalizzazioni, con aumento dei costi diretti e indiretti per il SSN.
I medici, i pazienti e coloro che li assistono devono essere istruiti a perseguire strategie dirette a ridurre il rischio di reazioni avverse mantenendo trattamenti possibilmente ottimali di condizioni complesse, quali lo scompenso cardiaco cronico, a rischio elevato di morte, dis­abilità e deterioramento della qualità di vita.
Tali strategie sono fondate su varie linee di intervento: riduzione delle prescrizioni inappropriate e del numero di farmaci assunti, evitando il più possibile quelli con maggior potenziale di interazioni, e promozione dell’aderenza da parte dei pazienti.

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