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L’abitato dell’età del Bronzo di via Agrippina a Faenza (RA)

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Lo studio del territorio padano ha costituito per lungo tempo uno dei principali paradigmi per la ricostruzione storico-archeologica dell’età del Bronzo nella penisola italiana, in particolare l’area emiliana, testimone dello sviluppo del sistema terramaricolo. Al contempo, invece, il comparto romagnolo è stato posto ai margini dal dibattito scientifico, sia per l’assenza di indagini estensive, sia per la mancanza di evidenze strutturali paragonabili a quelle dell’Emilia occidentale. In anni più recenti, il rinnovato impulso delle ricerche sul campo e l’applicazione dell’archeologia preventiva hanno permesso di delineare un quadro assai più sfaccettato e complesso sulle comunità che abitavano il territorio della Romagna nel corso dell’età del Bronzo. In questo quadro rientrano le scoperte effettuate nel sito di via Agrippina a Faenza (RA), che hanno messo in luce un abitato frequentato tra Bronzo Medio e Recente, caratterizzato da un denso tessuto insediativo, che vede la compresenza di aree abitative e produttive. Lo studio della cultura materiale ha permesso poi di osservare la presenza di indicatori riferibili a differenti influssi culturali alloctoni, che si affiancano all’elaborazione di un linguaggio spiccatamente locale, caratteristica che accomuna questo insediamento agli altri abitati del comparto romagnolo e che porterà allo sviluppo di modelli ampiamente diffusi in buona parte della penisola. Tutto questo ha consentito di inquadrare l’abitato di via Agrippina all’interno del panorama culturale e territoriale circostante, che risultava densamente popolato da numerosi insediamenti interconnessi all’interno di una più ampia rete di contatti. Dallo studio di questo contesto è dunque possibile ricavare nuovi elementi che permettono di circostanziare in maggior dettaglio gli aspetti culturali, socioeconomici e insediativi delle comunità che abitavano la Romagna occidentale nel corso dell’età del Bronzo. Giulia Mannino, attualmente archeologa libera professionista, è laureata e specializzata presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna in Preistoria e Protostoria. Nel corso della sua carriera, oltre a numerosi scavi sul campo, sia universitari che in regime di archeologia preventiva, si è occupata anche di musealizzazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, in collaborazione con Enti del territorio. I suoi filoni di ricerca si concentrano sull’età del Bronzo in area padana, con particolare riguardo al comparto romagnolo. Tra i vari temi oggetto di approfondimento i principali riguardano la produzione vascolare, sia dal punto di vista crono-tipologico, sia in un’ottica archeometrica e sperimentale, le dinamiche di popolamento del territorio emiliano-romagnolo, in particolare tra Bronzo Medio e Recente, e gli aspetti insediamentali e strutturali degli abitati di questo periodo.
Fondazione Bologna University Press
Title: L’abitato dell’età del Bronzo di via Agrippina a Faenza (RA)
Description:
Lo studio del territorio padano ha costituito per lungo tempo uno dei principali paradigmi per la ricostruzione storico-archeologica dell’età del Bronzo nella penisola italiana, in particolare l’area emiliana, testimone dello sviluppo del sistema terramaricolo.
Al contempo, invece, il comparto romagnolo è stato posto ai margini dal dibattito scientifico, sia per l’assenza di indagini estensive, sia per la mancanza di evidenze strutturali paragonabili a quelle dell’Emilia occidentale.
In anni più recenti, il rinnovato impulso delle ricerche sul campo e l’applicazione dell’archeologia preventiva hanno permesso di delineare un quadro assai più sfaccettato e complesso sulle comunità che abitavano il territorio della Romagna nel corso dell’età del Bronzo.
In questo quadro rientrano le scoperte effettuate nel sito di via Agrippina a Faenza (RA), che hanno messo in luce un abitato frequentato tra Bronzo Medio e Recente, caratterizzato da un denso tessuto insediativo, che vede la compresenza di aree abitative e produttive.
Lo studio della cultura materiale ha permesso poi di osservare la presenza di indicatori riferibili a differenti influssi culturali alloctoni, che si affiancano all’elaborazione di un linguaggio spiccatamente locale, caratteristica che accomuna questo insediamento agli altri abitati del comparto romagnolo e che porterà allo sviluppo di modelli ampiamente diffusi in buona parte della penisola.
Tutto questo ha consentito di inquadrare l’abitato di via Agrippina all’interno del panorama culturale e territoriale circostante, che risultava densamente popolato da numerosi insediamenti interconnessi all’interno di una più ampia rete di contatti.
Dallo studio di questo contesto è dunque possibile ricavare nuovi elementi che permettono di circostanziare in maggior dettaglio gli aspetti culturali, socioeconomici e insediativi delle comunità che abitavano la Romagna occidentale nel corso dell’età del Bronzo.
Giulia Mannino, attualmente archeologa libera professionista, è laureata e specializzata presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna in Preistoria e Protostoria.
Nel corso della sua carriera, oltre a numerosi scavi sul campo, sia universitari che in regime di archeologia preventiva, si è occupata anche di musealizzazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, in collaborazione con Enti del territorio.
I suoi filoni di ricerca si concentrano sull’età del Bronzo in area padana, con particolare riguardo al comparto romagnolo.
Tra i vari temi oggetto di approfondimento i principali riguardano la produzione vascolare, sia dal punto di vista crono-tipologico, sia in un’ottica archeometrica e sperimentale, le dinamiche di popolamento del territorio emiliano-romagnolo, in particolare tra Bronzo Medio e Recente, e gli aspetti insediamentali e strutturali degli abitati di questo periodo.

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