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Perlustrazioni confinarie e sfaccettature identitarie nella narrativa di Nelida Milani e di Sebastiano Vassalli

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Résumé en italienIn Nelida Milani-Kruljac, la rappresentazione del binomio identità-frontiera è dapprima collegata al flusso memoriale che fa risorgere l’universo domestico e comunitario precedente il frangente del sopruso politico inferto dal regime di Tito che determinò le vicende dell’esilio. La valigia di cartone palesa per un verso come gli italiani d’Istria siano mossi da un tropismo elegiaco verso l’epoca idilliaca della gioventù e per l’altro come la consapevolezza di un’identità bifrons in bilico fra la cultura italiana e quella croata induca il bisogno impellente di una catarsi tramite la letteratura. L’identità dei personaggi sembra dunque costruenda perché viene confrontata alla mutevolezza delle frontiere politiche, sociali e metafisiche.Nell’universo di Sebastiano Vassalli, il profilo identitario scaturisce dalle traiettorie diegetiche in cui giovani personaggi vengono confrontati a frontiere che rispecchiano complessità e ambivalenza, poiché significano innanzitutto il bisogno di un limite strutturante e di una sublimazione di sé, onde svincolarsi da un mondo squallido in cui dilagano biechi figuri adescati dal mero tornaconto e dal potere. Comunque, certi racconti, come Comprare il sole, mettono in scena personaggi ignavi e vili, amorali ed edonisti, incapaci di scandagliare la coscienza e indifferenti alla vita sociale, perché non riconoscono nessuna frontiera né intrinseca, né estrinseca. L’assenza di solidarietà intergenerazionale e di credenza in valori etici e spirituali lascia trapelare l’accidia di un’epoca e il baratro identitario di individui gregari in balia dell’alienazione.
Title: Perlustrazioni confinarie e sfaccettature identitarie nella narrativa di Nelida Milani e di Sebastiano Vassalli
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Résumé en italienIn Nelida Milani-Kruljac, la rappresentazione del binomio identità-frontiera è dapprima collegata al flusso memoriale che fa risorgere l’universo domestico e comunitario precedente il frangente del sopruso politico inferto dal regime di Tito che determinò le vicende dell’esilio.
La valigia di cartone palesa per un verso come gli italiani d’Istria siano mossi da un tropismo elegiaco verso l’epoca idilliaca della gioventù e per l’altro come la consapevolezza di un’identità bifrons in bilico fra la cultura italiana e quella croata induca il bisogno impellente di una catarsi tramite la letteratura.
L’identità dei personaggi sembra dunque costruenda perché viene confrontata alla mutevolezza delle frontiere politiche, sociali e metafisiche.
Nell’universo di Sebastiano Vassalli, il profilo identitario scaturisce dalle traiettorie diegetiche in cui giovani personaggi vengono confrontati a frontiere che rispecchiano complessità e ambivalenza, poiché significano innanzitutto il bisogno di un limite strutturante e di una sublimazione di sé, onde svincolarsi da un mondo squallido in cui dilagano biechi figuri adescati dal mero tornaconto e dal potere.
Comunque, certi racconti, come Comprare il sole, mettono in scena personaggi ignavi e vili, amorali ed edonisti, incapaci di scandagliare la coscienza e indifferenti alla vita sociale, perché non riconoscono nessuna frontiera né intrinseca, né estrinseca.
L’assenza di solidarietà intergenerazionale e di credenza in valori etici e spirituali lascia trapelare l’accidia di un’epoca e il baratro identitario di individui gregari in balia dell’alienazione.

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