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La tempesta e il dio (forme editoriali nei Carmina di Orazio)

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Orazio ha disposto con notevole cura l’ordinamento dei componimenti lirici che incluse nella raccolta dei Carmina. Questa affermazione, generalmente condivisa dagli studiosi e ben sostenuta da alcune evidenti riprove, merita di essere approfondita. In special modo è parso necessario il tentativo di individuare alcune costanti che rendano riconoscibili i criteri editoriali seguiti dal poeta. Come già nelle Satire e negli Epodi, e nel modello virgiliano delle Bucoliche, particolarmente significativa in proposito è apparsa la decina. Si osservano infatti all’interno della raccolta veri e propri ‘confini decimali’, identificati dalla ricorrenza di specifici nessi metrico-tematici. Le forme di ordinamento editoriale, che Orazio dovette aver appreso dalle edizioni alessandrine dei lirici (oltre che dai grandi autori ellenistici come Callimaco), collaborano all’ espressione poetica: da esse il lettore è stimolato a confrontare e riconoscere, a operare dei nessi, a notare delle discontinuità – a costruire insomma, guidato dall’autore,la propria interpretazione dei Carmina, che gli si rivelano essere un’articolata orchestrazione discorsiva (e non una meccanica ed inerte aggregazione di singoli componimenti). Il tema della divinità come forza ordinatrice, contrapposta all’irrazionalità incontrollata della tempesta, si mostra particolarmente adatto ad occupare i luoghi editorialmente esposti della raccolta: a partire dagli inizi del canto (i proemii e le sequenze iniziali), passando per i confini editoriali interni ai singoli libri, per giungere fino ai carmi che occupano, nel singolo libro e nell’insieme della raccolta, le sequenze finali. Parole chiave: ordinamento, struttura editoriale, libro poetico, edizione ellenistica, inizio, proemio, inno, confine editoriale, epilogo, congedo, sequenza decimale, omometria, eterometria, divinità, tempesta, meteorologia, simposio/convito.
Title: La tempesta e il dio (forme editoriali nei Carmina di Orazio)
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Orazio ha disposto con notevole cura l’ordinamento dei componimenti lirici che incluse nella raccolta dei Carmina.
Questa affermazione, generalmente condivisa dagli studiosi e ben sostenuta da alcune evidenti riprove, merita di essere approfondita.
In special modo è parso necessario il tentativo di individuare alcune costanti che rendano riconoscibili i criteri editoriali seguiti dal poeta.
Come già nelle Satire e negli Epodi, e nel modello virgiliano delle Bucoliche, particolarmente significativa in proposito è apparsa la decina.
Si osservano infatti all’interno della raccolta veri e propri ‘confini decimali’, identificati dalla ricorrenza di specifici nessi metrico-tematici.
Le forme di ordinamento editoriale, che Orazio dovette aver appreso dalle edizioni alessandrine dei lirici (oltre che dai grandi autori ellenistici come Callimaco), collaborano all’ espressione poetica: da esse il lettore è stimolato a confrontare e riconoscere, a operare dei nessi, a notare delle discontinuità – a costruire insomma, guidato dall’autore,la propria interpretazione dei Carmina, che gli si rivelano essere un’articolata orchestrazione discorsiva (e non una meccanica ed inerte aggregazione di singoli componimenti).
Il tema della divinità come forza ordinatrice, contrapposta all’irrazionalità incontrollata della tempesta, si mostra particolarmente adatto ad occupare i luoghi editorialmente esposti della raccolta: a partire dagli inizi del canto (i proemii e le sequenze iniziali), passando per i confini editoriali interni ai singoli libri, per giungere fino ai carmi che occupano, nel singolo libro e nell’insieme della raccolta, le sequenze finali.
Parole chiave: ordinamento, struttura editoriale, libro poetico, edizione ellenistica, inizio, proemio, inno, confine editoriale, epilogo, congedo, sequenza decimale, omometria, eterometria, divinità, tempesta, meteorologia, simposio/convito.

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