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Norme come percorsi obbligati e attrattori di traiettorie caotiche

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L’articolo presenta l’ipotesi teorica che la Norma Giuridica sia esplicabile, per mezzo di un’apposita teoria logico-matematico che attinge al settore di ricerca scientifica che va sotto il nome di teoria del caos. Pertanto, formula la congettura che la Norma sia un costrutto linguistico che contiene e limita le traiettorie caotico-deterministiche, sia possibili che effettive, del comportamento, del pensiero soggettivo e delle teorie oggettive di cui l’essere umano è portatore attivo o passivo recettore. L‘ipotesi della Norma come “contenitore” non è nuova, mentre è probabilmente originale l’uso dell’apparato matematico della teoria del caos, per descrivere la Norma come fattore di “percorsi obbligati”, mediante il concetto tipicamente derivato dal quel settore di indagine, di “attrattore” di natura “caotico-deterministica”. La nuova ipotesi logica introdotta è che la Norma sia un attrattore “linguistico”. Si spiegherà la cosa, ricorrendo alla comoda metafora del “cartello stradale” che già, secondo il comune buon senso, concorre ad attrarre il caotico andare su e giù di pedoni e veicoli verso un “percorso obbligato”. Il cartello stradale (così come la segnaletica orizzontale della via ed i suoi marciapiedi), più astrattamente costruisce limiti semi-ordinati per le traiettorie oscillanti e semi-caotiche dei “veicoli” o dei “pedoni”, fungendo da centroide “standardizzante”. Nello stesso modo, la Norma Giuridica, - fuori di metafora - contiene entro limiti, essi stessi, vaghi e sfumati le, incertamente regolari, traiettorie comportamentali, linguistiche, mentali e concettuali degli operatori del diritto. Nel senso logico matematico derivato dalla teoria del caos, invece, la Norma trattiene queste condotte entro gli spazi curvi di una cicliclità a-periodica ma sufficientemente stabile, entro un “centroide” (attrattore strano) e tra pareti parzialmente “visibili” di uno spazio delle fasi. L’esistenza di tali norme-attrattori come “semi-visibili” spazi curvi che attirano, in modo quasi gravitazionale, su un centroide le condotte umane (nella direzione tracciata dal metaforico “cartello stradale”) è, naturalmente garantito anche dalla rete sociale, nei cui nodi e vertici il sistema degli attrattori normativi può risolversi, come una galassia di centroidi, essi stessi dotati di forza attrattiva. L’articolo intende rispondere, mercè questo sistema di generali ipotesi, ai seguenti problemi: perché la natura delle norme è elusiva? Perché legislatori, giudici e polizia non seguono alcuna chiara logica? Perché non esistono esperimenti di scienza sociale ed equazioni e geometrie e teorie deduttive dei sistemi normativi?
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Title: Norme come percorsi obbligati e attrattori di traiettorie caotiche
Description:
L’articolo presenta l’ipotesi teorica che la Norma Giuridica sia esplicabile, per mezzo di un’apposita teoria logico-matematico che attinge al settore di ricerca scientifica che va sotto il nome di teoria del caos.
Pertanto, formula la congettura che la Norma sia un costrutto linguistico che contiene e limita le traiettorie caotico-deterministiche, sia possibili che effettive, del comportamento, del pensiero soggettivo e delle teorie oggettive di cui l’essere umano è portatore attivo o passivo recettore.
L‘ipotesi della Norma come “contenitore” non è nuova, mentre è probabilmente originale l’uso dell’apparato matematico della teoria del caos, per descrivere la Norma come fattore di “percorsi obbligati”, mediante il concetto tipicamente derivato dal quel settore di indagine, di “attrattore” di natura “caotico-deterministica”.
La nuova ipotesi logica introdotta è che la Norma sia un attrattore “linguistico”.
Si spiegherà la cosa, ricorrendo alla comoda metafora del “cartello stradale” che già, secondo il comune buon senso, concorre ad attrarre il caotico andare su e giù di pedoni e veicoli verso un “percorso obbligato”.
Il cartello stradale (così come la segnaletica orizzontale della via ed i suoi marciapiedi), più astrattamente costruisce limiti semi-ordinati per le traiettorie oscillanti e semi-caotiche dei “veicoli” o dei “pedoni”, fungendo da centroide “standardizzante”.
Nello stesso modo, la Norma Giuridica, - fuori di metafora - contiene entro limiti, essi stessi, vaghi e sfumati le, incertamente regolari, traiettorie comportamentali, linguistiche, mentali e concettuali degli operatori del diritto.
Nel senso logico matematico derivato dalla teoria del caos, invece, la Norma trattiene queste condotte entro gli spazi curvi di una cicliclità a-periodica ma sufficientemente stabile, entro un “centroide” (attrattore strano) e tra pareti parzialmente “visibili” di uno spazio delle fasi.
L’esistenza di tali norme-attrattori come “semi-visibili” spazi curvi che attirano, in modo quasi gravitazionale, su un centroide le condotte umane (nella direzione tracciata dal metaforico “cartello stradale”) è, naturalmente garantito anche dalla rete sociale, nei cui nodi e vertici il sistema degli attrattori normativi può risolversi, come una galassia di centroidi, essi stessi dotati di forza attrattiva.
L’articolo intende rispondere, mercè questo sistema di generali ipotesi, ai seguenti problemi: perché la natura delle norme è elusiva? Perché legislatori, giudici e polizia non seguono alcuna chiara logica? Perché non esistono esperimenti di scienza sociale ed equazioni e geometrie e teorie deduttive dei sistemi normativi?.

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