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La valutazione dell’esposizione professionale nelle grandi banche dati
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Le grandi banche dati raramente comprendono informazioni utili alla definizione del livello di esposizione occupazionale. Per poterle utilizzare in questa prospettiva, è necessario identificare un numero limitato di variabili con elevato valore predittivo. Obiettivi: Definire il potere predittivo delle variabili occupazionali considerate in uno studio caso controllo allo scopo di identificare quelle più informative ai fini della definizione di stime retrospettive del livello di esposizione. Metodi: E’ stata condotta l’analisi categoriale delle componenti principali tra 8 variabili di esposizione occupazionale utilizzate per la definizione del livello di esposizione a solventi in uno studio caso-controllo. Per ogni variabile è stato calcolato il valore predittivo; per valutare la concordanza tra il giudizio espresso con il ricorso alle variabili selezionate e quello derivante dal complesso delle variabili è stato applicato il test α di Cronbach. Risultati: L’uso o il contatto diretto con l’agente di rischio, combinato con il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l’assenza di sistemi di ventilazione e il contatto cutaneo nel caso di agenti chimici, spiegano il 54% della varianza osservata tra le stime del livello di esposizione. Il valore a di Cronbach (0.878) mostra una buona concordanza tra il giudizio espresso da queste variabili e quello derivante dal loro complesso. Conclusioni: L’inserimento di un numero limitato di variabili descrittive del livello di esposizione occupazionale in grandi banche dati è di fondamentale importanza per la comprensione del ruolo eziologico delle esposizioni lavorative, particolarmente nel caso di patologie associate ai recenti mutamenti tecnologici.
Title: La valutazione dell’esposizione professionale nelle grandi banche dati
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Le grandi banche dati raramente comprendono informazioni utili alla definizione del livello di esposizione occupazionale.
Per poterle utilizzare in questa prospettiva, è necessario identificare un numero limitato di variabili con elevato valore predittivo.
Obiettivi: Definire il potere predittivo delle variabili occupazionali considerate in uno studio caso controllo allo scopo di identificare quelle più informative ai fini della definizione di stime retrospettive del livello di esposizione.
Metodi: E’ stata condotta l’analisi categoriale delle componenti principali tra 8 variabili di esposizione occupazionale utilizzate per la definizione del livello di esposizione a solventi in uno studio caso-controllo.
Per ogni variabile è stato calcolato il valore predittivo; per valutare la concordanza tra il giudizio espresso con il ricorso alle variabili selezionate e quello derivante dal complesso delle variabili è stato applicato il test α di Cronbach.
Risultati: L’uso o il contatto diretto con l’agente di rischio, combinato con il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l’assenza di sistemi di ventilazione e il contatto cutaneo nel caso di agenti chimici, spiegano il 54% della varianza osservata tra le stime del livello di esposizione.
Il valore a di Cronbach (0.
878) mostra una buona concordanza tra il giudizio espresso da queste variabili e quello derivante dal loro complesso.
Conclusioni: L’inserimento di un numero limitato di variabili descrittive del livello di esposizione occupazionale in grandi banche dati è di fondamentale importanza per la comprensione del ruolo eziologico delle esposizioni lavorative, particolarmente nel caso di patologie associate ai recenti mutamenti tecnologici.
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