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Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori - Bollettino Periodico 2019. Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione
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Razionale. Il Registro Italiano Pacemaker (PM) e Defibrillatori (ICD) dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) raccoglie annualmente i principali dati demografici e clinici dei pazienti trattati con primo impianto o sostituzione di PM e ICD. Anche per l’anno 2019 vengono presentati i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD impiantati, in base ai dati provenienti dai Centri italiani collaboranti.Metodi. Il Registro PM-ICD raccoglie prospetticamente l’attività nazionale di impianto sulla base delle Tessere Europee dei portatori di dispositivo. Risultati. Registro Pacemaker: sono stati raccolti dati su 22 889 impianti di PM (19 621 primi impianti e 3268 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 173. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 81 anni (I quartile 75; III quartile 87). Le indicazioni ECG hanno riguardato vari difetti della conduzione atrioventricolare nel 33.3% dei primi impianti, differenti aspetti della malattia del nodo del seno nel 16.4%, la fibrillazione/flutter atriale associati a bradicardia nell’11.6%, altre indicazioni nel 38.7%. Tra i difetti di conduzione atrioventricolare, i blocchi atrioventricolari di terzo grado hanno rappresentato l’evenienza più comune (18.3% dei primi impianti). PM monocamerali sono stati utilizzati nel 25.5% dei primi impianti, PM bicamerali nel 67.1%, PM biventricolari nell’1.5% e PM atrio-guidati con singolo catetere ventricolare nel 5.8%. Registro Defibrillatori: sono stati raccolti dati su 17 328 impianti (12 129 primi impianti e 5199 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 425. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 71 anni (I quartile 62; III quartile 77). La prevenzione primaria ha riguardato l’83.1% dei primi impianti, quella secondaria il 16.9%; in particolare l’arresto cardiaco è stato riportato nel 5.9%. ICD monocamerali sono stati utilizzati nel 26.1% dei primi impianti, ICD bicamerali nel 28.0% e ICD biventricolari nel 45.9%.Conclusioni. Il Registro PM e ICD appare di fondamentale importanza per monitorare l’utilizzo di PM e ICD su scala nazionale con approfondita valutazione delle principali caratteristiche demografiche e cliniche. Il Registro PM ha evidenziato una stabilità nelle indicazioni clinico-elettrocardiografiche all’impianto e una netta prevalenza delle modalità di stimolazione atrio-guidate. L’uso di PM biventricolari ha riguardato invece un numero molto limitato di pazienti. Il Registro ICD ha confermato il largo utilizzo di ICD in prevenzione primaria e un elevato utilizzo di ICD biventricolari, in accordo con le linee guida e i grandi trial. Nel 2018 l’analisi degli ICD espiantati ha evidenziato un incremento della loro longevità ed un’ulteriore riduzione degli espianti legati ai “recall”. Al fine di incrementare ed ottimizzare l’adesione al Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori dell’AIAC, si auspica un maggior impiego dell’inserimento online dei dati (https://www.aiac.it/riprid).
Il Pensiero Scientifico Editore
Title: Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori - Bollettino Periodico 2019. Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione
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Razionale.
Il Registro Italiano Pacemaker (PM) e Defibrillatori (ICD) dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) raccoglie annualmente i principali dati demografici e clinici dei pazienti trattati con primo impianto o sostituzione di PM e ICD.
Anche per l’anno 2019 vengono presentati i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD impiantati, in base ai dati provenienti dai Centri italiani collaboranti.
Metodi.
Il Registro PM-ICD raccoglie prospetticamente l’attività nazionale di impianto sulla base delle Tessere Europee dei portatori di dispositivo.
Risultati.
Registro Pacemaker: sono stati raccolti dati su 22 889 impianti di PM (19 621 primi impianti e 3268 sostituzioni).
Il numero di Centri coinvolti è stato di 173.
L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 81 anni (I quartile 75; III quartile 87).
Le indicazioni ECG hanno riguardato vari difetti della conduzione atrioventricolare nel 33.
3% dei primi impianti, differenti aspetti della malattia del nodo del seno nel 16.
4%, la fibrillazione/flutter atriale associati a bradicardia nell’11.
6%, altre indicazioni nel 38.
7%.
Tra i difetti di conduzione atrioventricolare, i blocchi atrioventricolari di terzo grado hanno rappresentato l’evenienza più comune (18.
3% dei primi impianti).
PM monocamerali sono stati utilizzati nel 25.
5% dei primi impianti, PM bicamerali nel 67.
1%, PM biventricolari nell’1.
5% e PM atrio-guidati con singolo catetere ventricolare nel 5.
8%.
Registro Defibrillatori: sono stati raccolti dati su 17 328 impianti (12 129 primi impianti e 5199 sostituzioni).
Il numero di Centri coinvolti è stato di 425.
L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 71 anni (I quartile 62; III quartile 77).
La prevenzione primaria ha riguardato l’83.
1% dei primi impianti, quella secondaria il 16.
9%; in particolare l’arresto cardiaco è stato riportato nel 5.
9%.
ICD monocamerali sono stati utilizzati nel 26.
1% dei primi impianti, ICD bicamerali nel 28.
0% e ICD biventricolari nel 45.
9%.
Conclusioni.
Il Registro PM e ICD appare di fondamentale importanza per monitorare l’utilizzo di PM e ICD su scala nazionale con approfondita valutazione delle principali caratteristiche demografiche e cliniche.
Il Registro PM ha evidenziato una stabilità nelle indicazioni clinico-elettrocardiografiche all’impianto e una netta prevalenza delle modalità di stimolazione atrio-guidate.
L’uso di PM biventricolari ha riguardato invece un numero molto limitato di pazienti.
Il Registro ICD ha confermato il largo utilizzo di ICD in prevenzione primaria e un elevato utilizzo di ICD biventricolari, in accordo con le linee guida e i grandi trial.
Nel 2018 l’analisi degli ICD espiantati ha evidenziato un incremento della loro longevità ed un’ulteriore riduzione degli espianti legati ai “recall”.
Al fine di incrementare ed ottimizzare l’adesione al Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori dell’AIAC, si auspica un maggior impiego dell’inserimento online dei dati (https://www.
aiac.
it/riprid).
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