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Efficacia e tossicità di brexucabtagene autoleucel nel trattamento del linfoma mantellare ad alto rischio: descrizione di un caso clinico

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Introduzione. Il linfoma a cellule mantellari (MCL) recidivato o refrattario (R/R) configura un setting a prognosi altamente sfavorevole. La terapia con chimeric antigen receptor T-cell (CAR-T) recentemente introdotta nella pratica clinica rappresenta una nuova opzione terapeutica per questa categoria di pazienti. Caso clinico. Paziente di 61 anni con diagnosi di MCL variante pleomorfa, TP53 mutato, ad alto rischio MIPI-c, in recidiva precoce dopo chemioimmunoterapia di prima linea e refrattario a seconda linea con ibrutinib. Trattato in terza linea con CAR-T brexucabtagene autoleucel (brexu-cel). Ottenimento di remissione completa (RC) a un mese post-infusione ma sviluppo di tossicità ematologica severa e prolungata: anemia G4, piastrinopenia G4 e neutropenia G4. Dopo 3 mesi post-infusione avviata terapia con eltrombopag con rapida risoluzione di anemia e piastrinopenia e miglioramento della neutropenia che però persiste G3 a 2 anni dal termine del trattamento. Alla biopsia osteomidollare quadro di ipoplasia granulocitaria e riscontro di emopoiesi clonale (con mutazioni su gene ASLX1 e DNMT3A) alla valutazione in next generation sequencing (NGS). Il paziente risulta in RC a oltre 2 anni dall’infusione di brexu-cel in assenza di eventi infettivi maggiori intercorrenti. Conclusioni. Brexu-cel rappresenta un’opzione terapeutica efficace anche in pazienti con R/R MCL ad alto rischio ma può determinare delle tossicità prolungate. Un’accurata selezione del paziente e un attento monitoraggio clinico-strumentale nel follow-up post-CAR-T sono importanti per prolungare la sopravvivenza di questa categoria di pazienti.
Title: Efficacia e tossicità di brexucabtagene autoleucel nel trattamento del linfoma mantellare ad alto rischio: descrizione di un caso clinico
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Introduzione.
Il linfoma a cellule mantellari (MCL) recidivato o refrattario (R/R) configura un setting a prognosi altamente sfavorevole.
La terapia con chimeric antigen receptor T-cell (CAR-T) recentemente introdotta nella pratica clinica rappresenta una nuova opzione terapeutica per questa categoria di pazienti.
Caso clinico.
Paziente di 61 anni con diagnosi di MCL variante pleomorfa, TP53 mutato, ad alto rischio MIPI-c, in recidiva precoce dopo chemioimmunoterapia di prima linea e refrattario a seconda linea con ibrutinib.
Trattato in terza linea con CAR-T brexucabtagene autoleucel (brexu-cel).
Ottenimento di remissione completa (RC) a un mese post-infusione ma sviluppo di tossicità ematologica severa e prolungata: anemia G4, piastrinopenia G4 e neutropenia G4.
Dopo 3 mesi post-infusione avviata terapia con eltrombopag con rapida risoluzione di anemia e piastrinopenia e miglioramento della neutropenia che però persiste G3 a 2 anni dal termine del trattamento.
Alla biopsia osteomidollare quadro di ipoplasia granulocitaria e riscontro di emopoiesi clonale (con mutazioni su gene ASLX1 e DNMT3A) alla valutazione in next generation sequencing (NGS).
Il paziente risulta in RC a oltre 2 anni dall’infusione di brexu-cel in assenza di eventi infettivi maggiori intercorrenti.
Conclusioni.
Brexu-cel rappresenta un’opzione terapeutica efficace anche in pazienti con R/R MCL ad alto rischio ma può determinare delle tossicità prolungate.
Un’accurata selezione del paziente e un attento monitoraggio clinico-strumentale nel follow-up post-CAR-T sono importanti per prolungare la sopravvivenza di questa categoria di pazienti.

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