Javascript must be enabled to continue!
Sospensione perioperatoria di edoxaban associata a basso rischio di emorragia e tromboembolia: i dati italiani dello studio EMIT-AF/VTE
View through CrossRef
Razionale. Ad oggi gli unici dati disponibili sulla gestione periprocedurale dei pazienti in trattamento con edoxaban erano derivati dallo studio registrativo ENGAGE AF-TIMI 48. Lo studio EMIT-AF/VTE ha recentemente dimostrato, in modo prospettico, un bassissimo rischio emorragico e tromboembolico in un ampio campione di pazienti “real-world” in trattamento con edoxaban sottoposti a procedure diagnostico-terapeutiche sia in elezione che in urgenza. Scopo di questo studio è stato confrontare le caratteristiche dei pazienti arruolati in Italia e in Europa nello studio EMIT-AF/VTE ed i relativi risultati.Materiali e metodi. Nello studio sono stati arruolati 1155 pazienti in 326 centri di diversi paesi europei, trattati con edoxaban sia per la prevenzione dell’ictus che per la prevenzione secondaria in pazienti con tromboembolismo venoso, sottoposti ad un ampio spettro di procedure diagnostiche e terapeutiche. In Italia sono stati arruolati 246 pazienti in 43 centri. L’interruzione periprocedurale di edoxaban era lasciata a discrezione dello sperimentatore. Il rischio emorragico delle procedure veniva classificato in minore, basso e alto secondo le indicazioni della European Heart Rhythm Association (EHRA). L’outcome primario era rappresentato dai sanguinamenti maggiori; tra gli outcome secondari venivano registrati eventi tromboembolici. Risultati. L’età media dei pazienti arruolati in Italia era più alta rispetto a quella del resto d’Europa (74.2 vs 71.3 anni). Anche le comorbilità erano maggiori nei pazienti italiani (il 14.8% della popolazione aveva una diagnosi di tumore rispetto al 9.5% della restante popolazione europea). In Italia, rispetto agli altri paesi europei, si è registrata una percentuale maggiore di procedure classificate ad alto rischio di sanguinamento secondo la classificazione EHRA (37.8% vs 20.6%), e una distribuzione più omogenea di tutte le procedure (nel resto d’Europa solo le procedure diagnostiche ed interventistiche con accesso vascolare e transcatetere rappresentavano il 44.1% di tutte le procedure). In Italia è stata più alta la percentuale dei pazienti a cui non è mai stato interrotto il trattamento anticoagulante (32.9% vs 29% nel resto d’Europa). Il numero dei sanguinamenti maggiori è stato in generale basso (2 in Italia e 3 nel resto d’Europa), come anche gli eventi tromboembolici (4 in Italia e 3 nel resto d’Europa).Conclusioni. Nello studio EMIT-AF/VTE il numero totale di eventi di sanguinamento e tromboembolici durante la fase periprocedurale nei pazienti sottoposti a procedure diagnostiche e/o terapeutiche trattati con edoxaban è stata basso sia in Europa che in Italia. La sicurezza di edoxaban in Italia è stata confermata ed è risultata sovrapponibile a quella dimostrata nel resto d’Europa, nonostante la popolazione italiana fosse più anziana, con maggior frequenza di malattia neoplastica ed una percentuale più alta di interventi ad alto rischio emorragico secondo la classificazione EHRA.
Il Pensiero Scientifico Editore
Title: Sospensione perioperatoria di edoxaban associata a basso rischio di emorragia e tromboembolia: i dati italiani dello studio EMIT-AF/VTE
Description:
Razionale.
Ad oggi gli unici dati disponibili sulla gestione periprocedurale dei pazienti in trattamento con edoxaban erano derivati dallo studio registrativo ENGAGE AF-TIMI 48.
Lo studio EMIT-AF/VTE ha recentemente dimostrato, in modo prospettico, un bassissimo rischio emorragico e tromboembolico in un ampio campione di pazienti “real-world” in trattamento con edoxaban sottoposti a procedure diagnostico-terapeutiche sia in elezione che in urgenza.
Scopo di questo studio è stato confrontare le caratteristiche dei pazienti arruolati in Italia e in Europa nello studio EMIT-AF/VTE ed i relativi risultati.
Materiali e metodi.
Nello studio sono stati arruolati 1155 pazienti in 326 centri di diversi paesi europei, trattati con edoxaban sia per la prevenzione dell’ictus che per la prevenzione secondaria in pazienti con tromboembolismo venoso, sottoposti ad un ampio spettro di procedure diagnostiche e terapeutiche.
In Italia sono stati arruolati 246 pazienti in 43 centri.
L’interruzione periprocedurale di edoxaban era lasciata a discrezione dello sperimentatore.
Il rischio emorragico delle procedure veniva classificato in minore, basso e alto secondo le indicazioni della European Heart Rhythm Association (EHRA).
L’outcome primario era rappresentato dai sanguinamenti maggiori; tra gli outcome secondari venivano registrati eventi tromboembolici.
Risultati.
L’età media dei pazienti arruolati in Italia era più alta rispetto a quella del resto d’Europa (74.
2 vs 71.
3 anni).
Anche le comorbilità erano maggiori nei pazienti italiani (il 14.
8% della popolazione aveva una diagnosi di tumore rispetto al 9.
5% della restante popolazione europea).
In Italia, rispetto agli altri paesi europei, si è registrata una percentuale maggiore di procedure classificate ad alto rischio di sanguinamento secondo la classificazione EHRA (37.
8% vs 20.
6%), e una distribuzione più omogenea di tutte le procedure (nel resto d’Europa solo le procedure diagnostiche ed interventistiche con accesso vascolare e transcatetere rappresentavano il 44.
1% di tutte le procedure).
In Italia è stata più alta la percentuale dei pazienti a cui non è mai stato interrotto il trattamento anticoagulante (32.
9% vs 29% nel resto d’Europa).
Il numero dei sanguinamenti maggiori è stato in generale basso (2 in Italia e 3 nel resto d’Europa), come anche gli eventi tromboembolici (4 in Italia e 3 nel resto d’Europa).
Conclusioni.
Nello studio EMIT-AF/VTE il numero totale di eventi di sanguinamento e tromboembolici durante la fase periprocedurale nei pazienti sottoposti a procedure diagnostiche e/o terapeutiche trattati con edoxaban è stata basso sia in Europa che in Italia.
La sicurezza di edoxaban in Italia è stata confermata ed è risultata sovrapponibile a quella dimostrata nel resto d’Europa, nonostante la popolazione italiana fosse più anziana, con maggior frequenza di malattia neoplastica ed una percentuale più alta di interventi ad alto rischio emorragico secondo la classificazione EHRA.
Related Results
Edoxaban and Cancer-Associated Venous Thromboembolism: A Meta-analysis of Clinical Trials
Edoxaban and Cancer-Associated Venous Thromboembolism: A Meta-analysis of Clinical Trials
Abstract
Introduction
Cancer patients face a venous thromboembolism (VTE) risk that is up to 50 times higher compared to individuals without cancer. In 2010, direct oral anticoagul...
Cardiovascular comorbidity in rheumatoid arthritis : studies on venous thromboembolism
Cardiovascular comorbidity in rheumatoid arthritis : studies on venous thromboembolism
<p dir="ltr">Individuals with rheumatoid arthritis (RA) are at around 50-100% increased risk of venous thromboembolism (VTE). In 2019, signals emerged suggesting an increased...
Cardiovascular comorbidity in rheumatoid arthritis : studies on venous thromboembolism
Cardiovascular comorbidity in rheumatoid arthritis : studies on venous thromboembolism
<p dir="ltr">Individuals with rheumatoid arthritis (RA) are at around 50-100% increased risk of venous thromboembolism (VTE). In 2019, signals emerged suggesting an increased...
Predictive Efficacy of the Khorana Score in Black Patients: Retrospective Cohort Study
Predictive Efficacy of the Khorana Score in Black Patients: Retrospective Cohort Study
Background
The Khorana score(KS) is a predictive score used to determine the risk of venous thromboembolism (VTE) in cancer(CA) patients(pts). According to the origi...
Dati di un anno di follow-up dei pazienti italiani con fibrillazione atriale trattati con edoxaban nello studio ETNA-AF Europe
Dati di un anno di follow-up dei pazienti italiani con fibrillazione atriale trattati con edoxaban nello studio ETNA-AF Europe
Razionale. Il Registro ETNA-AF Europe è uno studio osservazionale prospettico di fase 4 in corso finalizzato alla raccolta di dati provenienti dal mondo reale sulla sicurezza e, in...
Prevalence and Mortality Predictors of Venous Thromboembolism Among 48 Model Hospital Patients (2016-2020)
Prevalence and Mortality Predictors of Venous Thromboembolism Among 48 Model Hospital Patients (2016-2020)
Background: Venous thromboembolism (VTE) is the third most prevalent vascular disease, and it has a substantial impact on morbidity and mortality. Although its effectiveness, evide...
Antiphospholipid antibodies and venous thromboembolism
Antiphospholipid antibodies and venous thromboembolism
The clinical relevance of antiphospholipid antibodies (APLA) in patients without systemic lupus erythematosus who have venous thromboembolism (VTE) in unknown. Limited evidence sug...
Abstract 14284: Anticoagulant Effects of Edoxaban in Cancer and Non-Cancer Patients With Venous Thromboembolism
Abstract 14284: Anticoagulant Effects of Edoxaban in Cancer and Non-Cancer Patients With Venous Thromboembolism
Introduction:
Edoxaban, a direct oral anticoagulant (DOAC), is established as an anticoagulant medication in the treatment of venous thromboembolism (VTE) and suppressi...

