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I “bio-distretti”, un’opportunità per i territori
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La Commissione europea ha definito per l’Unione un piano d’azione per l’agricoltura biologica attraverso cui, nell’ambito della strategia Farm to Fork del Green Deal, dovrà essere raggiunto l’obiettivo del 25% dei terreni agricoli coltivati con il sistema biologico entro il 2030, contemporaneamente ad un aumento significativo dell’acquacoltura biologica; in tale ambito l’azione 14 del piano è volta ad incoraggiare gli Stati membri a sostenere lo sviluppo dei “Bio-Distretti”.Cosa si intende per Bio-Distretto? Un Bio-Distretto è un’area geografica in cui agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni ed Enti pubblici stipulano un accordo per la gestione sostenibile delle risorse locali, basata sulla produzione e il consumo di prodotti biologici (filiera corta, gruppi di acquisto, mense biologiche negli uffici pubblici e nelle scuole). Nei Bio-Distretti, la promozione del prodotto biologico è indissolubilmente legata alla valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità affinché possa esserne realizzato tutto il potenziale economico, sociale e culturale.Secondo la mappa dei bio-distretti europei, creata e recentemente aggiornata da IN.N.E.R.- International Network of Eco-Regions -, in Italia i distretti biologici sono attualmente 42 (di cui alcuni in via di costituzione). L’ultimo realizzato in ordine di tempo (dicembre 2021) è il Distretto Biologico della Regione Marche, creato dall’amministrazione regionale e che coinvolge tutto il territorio marchigianoLa loro creazione si è dimostrata efficace nell’integrare l’agricoltura biologica e le attività locali, per migliorare il turismo locale anche nelle aree a minor vocazione turistica, a rafforzare la lavorazione locale dei prodotti, favorire il mantenimento e l’incremento di realtà produttive e di trasformazione anche di piccola dimensione economica, promuovere circuiti commerciali corti e la vitalità rurale, concorrere ad evitare lo spopolamento delle campagne, con influenze positive sullo stile di vita, sull’alimentazione, sull’uomo e sulla natura, con grande apprezzamento da parte dei consumatori, dare un’identità specifica a un’area geografica.È di tutta evidenza l’attrattiva che può avere un territorio in grado di presentarsi come “pulito” e in grado di offrire produzione agroalimentari tipiche, non rinvenibili altrove, produzioni che sono in grado di associare alla qualità organolettica l’immagine di una alimentazione più sana.La creazione e promozione dei distretti biologici è sostenuta dal ‘Fondo per l’agricoltura biologica’, una legge del 2019 che finanzia misure per favorire forme di produzione agricola a ridotto impatto ambientale. Il Fondo ha avuto una dotazione di 5 milioni di euro annui a partire dal 2020, a cui si sono aggiunti ulteriori 15 milioni con un accantonamento aggiuntivo nel 2021. Il 30% delle risorse finanziarie del Fondo è dedicato ai bio-distretti, e il Ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) sta ora attuando le procedure per l’emanazione dei bandi pubblici per l’assegnazione dei fondi previsti.E’ molto importante, per la loro realizzazione ed il loro successo, il ruolo delle amministrazioni locali che, attraverso le loro scelte, sono in grado di influenzare le abitudini dei consumatori e dei mercati locali.
Title: I “bio-distretti”, un’opportunità per i territori
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La Commissione europea ha definito per l’Unione un piano d’azione per l’agricoltura biologica attraverso cui, nell’ambito della strategia Farm to Fork del Green Deal, dovrà essere raggiunto l’obiettivo del 25% dei terreni agricoli coltivati con il sistema biologico entro il 2030, contemporaneamente ad un aumento significativo dell’acquacoltura biologica; in tale ambito l’azione 14 del piano è volta ad incoraggiare gli Stati membri a sostenere lo sviluppo dei “Bio-Distretti”.
Cosa si intende per Bio-Distretto? Un Bio-Distretto è un’area geografica in cui agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni ed Enti pubblici stipulano un accordo per la gestione sostenibile delle risorse locali, basata sulla produzione e il consumo di prodotti biologici (filiera corta, gruppi di acquisto, mense biologiche negli uffici pubblici e nelle scuole).
Nei Bio-Distretti, la promozione del prodotto biologico è indissolubilmente legata alla valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità affinché possa esserne realizzato tutto il potenziale economico, sociale e culturale.
Secondo la mappa dei bio-distretti europei, creata e recentemente aggiornata da IN.
N.
E.
R.
- International Network of Eco-Regions -, in Italia i distretti biologici sono attualmente 42 (di cui alcuni in via di costituzione).
L’ultimo realizzato in ordine di tempo (dicembre 2021) è il Distretto Biologico della Regione Marche, creato dall’amministrazione regionale e che coinvolge tutto il territorio marchigianoLa loro creazione si è dimostrata efficace nell’integrare l’agricoltura biologica e le attività locali, per migliorare il turismo locale anche nelle aree a minor vocazione turistica, a rafforzare la lavorazione locale dei prodotti, favorire il mantenimento e l’incremento di realtà produttive e di trasformazione anche di piccola dimensione economica, promuovere circuiti commerciali corti e la vitalità rurale, concorrere ad evitare lo spopolamento delle campagne, con influenze positive sullo stile di vita, sull’alimentazione, sull’uomo e sulla natura, con grande apprezzamento da parte dei consumatori, dare un’identità specifica a un’area geografica.
È di tutta evidenza l’attrattiva che può avere un territorio in grado di presentarsi come “pulito” e in grado di offrire produzione agroalimentari tipiche, non rinvenibili altrove, produzioni che sono in grado di associare alla qualità organolettica l’immagine di una alimentazione più sana.
La creazione e promozione dei distretti biologici è sostenuta dal ‘Fondo per l’agricoltura biologica’, una legge del 2019 che finanzia misure per favorire forme di produzione agricola a ridotto impatto ambientale.
Il Fondo ha avuto una dotazione di 5 milioni di euro annui a partire dal 2020, a cui si sono aggiunti ulteriori 15 milioni con un accantonamento aggiuntivo nel 2021.
Il 30% delle risorse finanziarie del Fondo è dedicato ai bio-distretti, e il Ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) sta ora attuando le procedure per l’emanazione dei bandi pubblici per l’assegnazione dei fondi previsti.
E’ molto importante, per la loro realizzazione ed il loro successo, il ruolo delle amministrazioni locali che, attraverso le loro scelte, sono in grado di influenzare le abitudini dei consumatori e dei mercati locali.
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