Search engine for discovering works of Art, research articles, and books related to Art and Culture
ShareThis
Javascript must be enabled to continue!

Processo all’insulina nella terapia del diabete mellito di tipo 2

View through CrossRef
L’insulina è un farmaco salvavita nel diabete mellito di tipo 1 e negli stati iperglicemici sintomatici e critici, di cui però non è stato valutato il valore terapeutico aggiunto nella terapia definitiva a lungo termine del diabete di tipo 2, che rappresenta più del 90% di tutti i casi di diabete, nonostante sia ampiamente utilizzata in questa patologia. Negli studi randomizzati, infatti, da sola o insieme ad altri ipoglicemizzanti, è impiegata nei due terzi dei casi quando viene deciso un trattamento ipoglicemizzante intensivo e nella metà dei pazienti quando il trattamento è quello standard. È un problema rilevante sia dal punto di vista clinico che economico e di organizzazione socio-sanitaria in quanto la terapia con insulina è costosa e ha bisogno di un’organizzazione territoriale complessa. Dall’esame della letteratura scientifica, in studi osservazionali e retrospettivi, emerge che in questo tipo di diabete la terapia insulinica è associata ad un aumento della mortalità cardiovascolare e totale. Non è chiaro se questo dato sia attribuibile ad una maggiore gravità del quadro clinico che richiede terapia insulinica, al target terapeutico glicemico che potrebbe favorire l’ipoglicemia o all’attività farmacologica intrinseca del farmaco che, oltre a ridurre l’iperglicemia, può provocare ritenzione idrica, aumento di peso e iperinsulinemia con effetto proaterogeno. In particolare nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca, in quelli a rischio cardiovascolare elevato e in quelli con elevata resistenza all’insulina, questi indizi sono suffragati da dati importanti. Non esiste una prova definitiva (la cosiddetta “pistola fumante”) che può derivare solo da un trial controllato e randomizzato, ma l’elevato grado di sospetto indurrebbe la scelta preferenziale di altri farmaci come gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2, gli agonisti del recettore del glucagon-like peptide-1 e la metformina e l’individuazione di target glicemici che non favoriscano l’ipoglicemia soprattutto in pazienti già cardiopatici, fragili o anziani. Questi farmaci, in classe IA nelle linee guida scientifiche, per la loro provata efficacia e per la maggior semplicità d’uso nell’ambito di un’organizzazione ambulatoriale che ne favorisca la prescrizione migliorando l’inerzia del medico e l’aderenza del paziente alla terapia, potrebbero favorire un trattamento del paziente diabetico più efficace sia per la qualità che per l’aspettativa di vita al di là del mero controllo glicemico.
Title: Processo all’insulina nella terapia del diabete mellito di tipo 2
Description:
L’insulina è un farmaco salvavita nel diabete mellito di tipo 1 e negli stati iperglicemici sintomatici e critici, di cui però non è stato valutato il valore terapeutico aggiunto nella terapia definitiva a lungo termine del diabete di tipo 2, che rappresenta più del 90% di tutti i casi di diabete, nonostante sia ampiamente utilizzata in questa patologia.
Negli studi randomizzati, infatti, da sola o insieme ad altri ipoglicemizzanti, è impiegata nei due terzi dei casi quando viene deciso un trattamento ipoglicemizzante intensivo e nella metà dei pazienti quando il trattamento è quello standard.
È un problema rilevante sia dal punto di vista clinico che economico e di organizzazione socio-sanitaria in quanto la terapia con insulina è costosa e ha bisogno di un’organizzazione territoriale complessa.
Dall’esame della letteratura scientifica, in studi osservazionali e retrospettivi, emerge che in questo tipo di diabete la terapia insulinica è associata ad un aumento della mortalità cardiovascolare e totale.
Non è chiaro se questo dato sia attribuibile ad una maggiore gravità del quadro clinico che richiede terapia insulinica, al target terapeutico glicemico che potrebbe favorire l’ipoglicemia o all’attività farmacologica intrinseca del farmaco che, oltre a ridurre l’iperglicemia, può provocare ritenzione idrica, aumento di peso e iperinsulinemia con effetto proaterogeno.
In particolare nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca, in quelli a rischio cardiovascolare elevato e in quelli con elevata resistenza all’insulina, questi indizi sono suffragati da dati importanti.
Non esiste una prova definitiva (la cosiddetta “pistola fumante”) che può derivare solo da un trial controllato e randomizzato, ma l’elevato grado di sospetto indurrebbe la scelta preferenziale di altri farmaci come gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2, gli agonisti del recettore del glucagon-like peptide-1 e la metformina e l’individuazione di target glicemici che non favoriscano l’ipoglicemia soprattutto in pazienti già cardiopatici, fragili o anziani.
Questi farmaci, in classe IA nelle linee guida scientifiche, per la loro provata efficacia e per la maggior semplicità d’uso nell’ambito di un’organizzazione ambulatoriale che ne favorisca la prescrizione migliorando l’inerzia del medico e l’aderenza del paziente alla terapia, potrebbero favorire un trattamento del paziente diabetico più efficace sia per la qualità che per l’aspettativa di vita al di là del mero controllo glicemico.

Related Results

Novedades sobre el enterramiento femenino de la Primera Edad del Hierro de Casa del Carpio (Belvís de la Jara, Toledo)
Novedades sobre el enterramiento femenino de la Primera Edad del Hierro de Casa del Carpio (Belvís de la Jara, Toledo)
Las características de la ubicación de la tumba de Casa del Carpio (Belvís de la Jara, Toledo), las circunstancias de su documentación, y lo excepcional del ajuar documentado han c...
Il trattamento ipoglicemizzante nel paziente cardiopatico con diabete mellito di tipo 2
Il trattamento ipoglicemizzante nel paziente cardiopatico con diabete mellito di tipo 2
Il trattamento insulinico nel diabete mellito di tipo 1 riduce gli eventi clinici legati alla patologia microvascolare e a quella aterosclerotica. Questo accade anche nel paziente ...
LADA, a type 1.5 diabetes?
LADA, a type 1.5 diabetes?
I pazienti con il diabete mellito ad eziologia autoimmune presentano una certa variabilità dal punto di vista epidemiologico, patogenetico e del decorso clinico. All’interno di que...
La terapia farmacologica dell'obesità
La terapia farmacologica dell'obesità
L’obesità sta assumendo proporzioni epidemiche in tutto il mondo ed è correlata a varie comorbilità, tra cui molto rilevanti sono il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa e le ...
Homenaje a Edgar Morin
Homenaje a Edgar Morin
La presentación del número 14/4 de nuestra Revista Boletín Redipe consta de 2 apartes: Palabras del pedagogo español Doctor José Manuel Touriñán durante la jornada de ceremonia en ...
Impacto da Terapia com Insulina Inalada no Controle Glicêmico de Pacientes com Diabetes Tipo 1
Impacto da Terapia com Insulina Inalada no Controle Glicêmico de Pacientes com Diabetes Tipo 1
A terapia com insulina inalada representa uma inovação no manejo do diabetes tipo 1, oferecendo uma alternativa menos invasiva às tradicionais injeções subcutâneas. Esse tratamento...
I fattori di rischio per lo scompenso cardiaco nella donna: il diabete
I fattori di rischio per lo scompenso cardiaco nella donna: il diabete
La prevalenza di diabete mellito è negli ultimi anni cresciuta maggiormente nelle donne, soprattutto nelle più giovani, rispetto agli uomini. Il diabete aumenta drammaticamente il ...
Diabète et risque de démence
Diabète et risque de démence
Le diabète de type 2 est un facteur de risque de démence mais aucun bénéfice d’un contrôle intensif de l’hyperglycémie n’a été démontré jusqu’à présent. Nous avons exploré plusieur...

Back to Top