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Psicologia Perinatale: il gruppo come strumento di intervento, l’esperienza del Consultorio della Zona/Distretto Piana di Lucca
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Parole chiave: psicologia perinatale, consultorio, gravidanza, depressione post-parto RIASSUNTO Premessa: nella società contemporanea, la gravidanza rappresenta un periodo molto delicato perché richiede la formulazione di nuovi assetti e adattamenti della vita personale e familiare che mutano l’equilibrio preesistente. Spesso le future madri e le neomamme provano disagio ed imbarazzo nel confidare i propri timori agli altri, persino ai propri partner, e questo può sfociare nella chiusura in se stesse e nell’isolamento. Quindi, il percorso che porta alla maternità risulta essere un momento critico, ricco di cambiamenti, da dover prendere in considerazione in ottica preventiva, creando occasioni di ascolto, accoglienza e supporto. È proprio a partire da questa considerazione che sorge la necessità di incrementare differenti risorse e di sviluppare una rete di sostegno che supporti in maniera adeguata le donne e le nuove famiglie. Il Consultorio della Z/D Piana di Lucca, per rispondere a questo bisogno, si è attivato insieme al Comune di Lucca nel rafforzare ulteriormente l’offerta di percorsi di accompagnamento alla nascita, aderendo al Progetto “Lucca In – Interrelazioni in natura contro la povertà”. Obiettivi: l’equipe di lavoro, formata dalla responsabile del Consultorio e dalla psicologa della cooperativa C.T.C.Di.Re., si è adoperata alla creazione di un percorso di sostegno psicologico per donne in attesa che le accompagnasse fino al primo anno di vita del nascituro. L’ipotesi iniziale è stata la formazione di un gruppo che potesse svolgere una funzione di contenimento delle ansie e delle preoccupazioni nei confronti della maternità e che potesse rappresentare un punto di riferimento stabile per la costruzione di uno stato di benessere. Gli obiettivi principali sono stati: 1) essere un involucro di protezione per le situazioni di fragilità (come ad esempio il baby blues o la depressione post parto) attraverso momenti di scambio e creando un clima di fiducia, di vicinanza e di supporto interpersonale; 2) dedicarsi alla presa in carico psicologica, facendo sentire le future madri parte di una comunità che tutela i loro diritti e quelli dei loro bambini, al fine di eliminare il senso di smarrimento e isolamento che accompagna solitamente gravidanza e maternità. Metodi: sono stati attivati tre gruppi all’interno del progetto che ha preso il nome di “Te lo dico di pancia”. Il percorso ha accompagnato le donne a partire dal quarto mese di gravidanza fino al primo anno di vita del bambino. I gruppi erano composti da circa quindici donne ciascuno e sono stati delineati per età, numero di gravidanza, luogo di nascita e residenza, titolo di studio ed occupazione, sottolineando l’eterogeneità del campione. Le emozioni ed i pensieri verbalizzati dalle donne sono stati monitorati durante l’esperienza di gruppo e sono stati riportati come indicatori dei processi di cambiamento avvenuti nell’arco di tempo dalla gravidanza alla maternità. Conclusioni: dall’elaborato emergerà che: 1) i gruppi di condivisione hanno favorito il confronto e la diffusione di informazioni aiutando le future madri a vivere gravidanza e maternità con maggior consapevolezza dei propri processi di evoluzione fisica, psicologica, emotiva e relazionale; 2) la condivisione di pensieri e sensazioni negli incontri precedenti al parto ha creato relazioni intime tra le partecipanti. Infatti, nel corso del tempo si è andata a creare una vera e propria rete amicale che ha fatto da tramite per la ripresa del percorso dopo le nascite, stimolando anche le neomamme ad affrontare i propri timori. Key words: perinatal psychology, counseling, pregnancy, motherhood SUMMARY Background: pregnancy in contemporary society represents a very delicate period because it requires the development of new arrangements and adaptations of both personal and family life that change the pre-existing balance. Often, future mothers and new mothers experience discomfort and embarrassment in confiding their fears to others, even to their partners, and this can lead to withdrawal and isolation. Therefore, the path that leads to motherhood is a critical moment, full of changes which must be considered in a preventive manner, by creating opportunities for listening, welcoming and support. Following this consideration, the need arises to increase different resources and develop a support network, that adequately supports women and new families. In order to respond to this need, the Z/D Piana di Lucca Consultorio, together with the Municipality of Lucca, was activated to further strengthen the offer of childbirth preparation courses, by joining the “Lucca In – Interrelations in nature against poverty” project. Objectives: the work team, formed by the head of the Consultorio and the psychologist of the C.T.C.Di. Re. cooperative, worked to create a course of psychological support for pregnant women to accompany them up to the first year of their child’s life. The initial hypothesis was the formation of a group that could perform a function of containing anxieties and concerns regarding motherhood and that could represent a stable reference point for the establishment of a state of well-being. The main objectives were: 1) being a protective shell for situations of frailty (such as baby blues or postpartum depression) through moments of exchange and by creating an atmosphere of trust, closeness and interpersonal support; 2) taking psychological care of yourself, thus making future mothers feel part of a community that protects their rights and those of their children, in order to eliminate the sense of loss and isolation that usually accompanies pregnancy and motherhood. Methods: three groups were activated within the project which took the name of “Te lo dico di pancia”. The path has accompanied women from the fourth month of pregnancy to the first year of the child’s life. The groups consisted of about fifteen women each and were outlined by age, pregnancy number, place of birth and residence, educational qualification and occupation, underlining the heterogeneity of the sample. The emotions and thoughts recorded by the women were monitored during the group experience and were reported as indicators of the processes of change that occurred over time from pregnancy to motherhood. Conclusions: from the paper it will emerge that: 1) the sharing groups have facilitated the comparison and the dissemination of information by helping future mothers to live pregnancy and motherhood with greater awareness of their physical, psychological, emotional and relational evolution processes; 2) the sharing of thoughts and feelings in the pre-birth encounters created intimate relationships between the participants. In fact, over time it has gone on to create a real friendship network that has acted as an intermediary for the resumption of the path after birth, also stimulating new mothers to face their fears. Autore per corrispondenza: margheritasergiampietri@hotmail.com
Cultura e Salute Editore Perugia
Title: Psicologia Perinatale: il gruppo come strumento di intervento, l’esperienza del Consultorio della Zona/Distretto Piana di Lucca
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Parole chiave: psicologia perinatale, consultorio, gravidanza, depressione post-parto RIASSUNTO Premessa: nella società contemporanea, la gravidanza rappresenta un periodo molto delicato perché richiede la formulazione di nuovi assetti e adattamenti della vita personale e familiare che mutano l’equilibrio preesistente.
Spesso le future madri e le neomamme provano disagio ed imbarazzo nel confidare i propri timori agli altri, persino ai propri partner, e questo può sfociare nella chiusura in se stesse e nell’isolamento.
Quindi, il percorso che porta alla maternità risulta essere un momento critico, ricco di cambiamenti, da dover prendere in considerazione in ottica preventiva, creando occasioni di ascolto, accoglienza e supporto.
È proprio a partire da questa considerazione che sorge la necessità di incrementare differenti risorse e di sviluppare una rete di sostegno che supporti in maniera adeguata le donne e le nuove famiglie.
Il Consultorio della Z/D Piana di Lucca, per rispondere a questo bisogno, si è attivato insieme al Comune di Lucca nel rafforzare ulteriormente l’offerta di percorsi di accompagnamento alla nascita, aderendo al Progetto “Lucca In – Interrelazioni in natura contro la povertà”.
Obiettivi: l’equipe di lavoro, formata dalla responsabile del Consultorio e dalla psicologa della cooperativa C.
T.
C.
Di.
Re.
, si è adoperata alla creazione di un percorso di sostegno psicologico per donne in attesa che le accompagnasse fino al primo anno di vita del nascituro.
L’ipotesi iniziale è stata la formazione di un gruppo che potesse svolgere una funzione di contenimento delle ansie e delle preoccupazioni nei confronti della maternità e che potesse rappresentare un punto di riferimento stabile per la costruzione di uno stato di benessere.
Gli obiettivi principali sono stati: 1) essere un involucro di protezione per le situazioni di fragilità (come ad esempio il baby blues o la depressione post parto) attraverso momenti di scambio e creando un clima di fiducia, di vicinanza e di supporto interpersonale; 2) dedicarsi alla presa in carico psicologica, facendo sentire le future madri parte di una comunità che tutela i loro diritti e quelli dei loro bambini, al fine di eliminare il senso di smarrimento e isolamento che accompagna solitamente gravidanza e maternità.
Metodi: sono stati attivati tre gruppi all’interno del progetto che ha preso il nome di “Te lo dico di pancia”.
Il percorso ha accompagnato le donne a partire dal quarto mese di gravidanza fino al primo anno di vita del bambino.
I gruppi erano composti da circa quindici donne ciascuno e sono stati delineati per età, numero di gravidanza, luogo di nascita e residenza, titolo di studio ed occupazione, sottolineando l’eterogeneità del campione.
Le emozioni ed i pensieri verbalizzati dalle donne sono stati monitorati durante l’esperienza di gruppo e sono stati riportati come indicatori dei processi di cambiamento avvenuti nell’arco di tempo dalla gravidanza alla maternità.
Conclusioni: dall’elaborato emergerà che: 1) i gruppi di condivisione hanno favorito il confronto e la diffusione di informazioni aiutando le future madri a vivere gravidanza e maternità con maggior consapevolezza dei propri processi di evoluzione fisica, psicologica, emotiva e relazionale; 2) la condivisione di pensieri e sensazioni negli incontri precedenti al parto ha creato relazioni intime tra le partecipanti.
Infatti, nel corso del tempo si è andata a creare una vera e propria rete amicale che ha fatto da tramite per la ripresa del percorso dopo le nascite, stimolando anche le neomamme ad affrontare i propri timori.
Key words: perinatal psychology, counseling, pregnancy, motherhood SUMMARY Background: pregnancy in contemporary society represents a very delicate period because it requires the development of new arrangements and adaptations of both personal and family life that change the pre-existing balance.
Often, future mothers and new mothers experience discomfort and embarrassment in confiding their fears to others, even to their partners, and this can lead to withdrawal and isolation.
Therefore, the path that leads to motherhood is a critical moment, full of changes which must be considered in a preventive manner, by creating opportunities for listening, welcoming and support.
Following this consideration, the need arises to increase different resources and develop a support network, that adequately supports women and new families.
In order to respond to this need, the Z/D Piana di Lucca Consultorio, together with the Municipality of Lucca, was activated to further strengthen the offer of childbirth preparation courses, by joining the “Lucca In – Interrelations in nature against poverty” project.
Objectives: the work team, formed by the head of the Consultorio and the psychologist of the C.
T.
C.
Di.
Re.
cooperative, worked to create a course of psychological support for pregnant women to accompany them up to the first year of their child’s life.
The initial hypothesis was the formation of a group that could perform a function of containing anxieties and concerns regarding motherhood and that could represent a stable reference point for the establishment of a state of well-being.
The main objectives were: 1) being a protective shell for situations of frailty (such as baby blues or postpartum depression) through moments of exchange and by creating an atmosphere of trust, closeness and interpersonal support; 2) taking psychological care of yourself, thus making future mothers feel part of a community that protects their rights and those of their children, in order to eliminate the sense of loss and isolation that usually accompanies pregnancy and motherhood.
Methods: three groups were activated within the project which took the name of “Te lo dico di pancia”.
The path has accompanied women from the fourth month of pregnancy to the first year of the child’s life.
The groups consisted of about fifteen women each and were outlined by age, pregnancy number, place of birth and residence, educational qualification and occupation, underlining the heterogeneity of the sample.
The emotions and thoughts recorded by the women were monitored during the group experience and were reported as indicators of the processes of change that occurred over time from pregnancy to motherhood.
Conclusions: from the paper it will emerge that: 1) the sharing groups have facilitated the comparison and the dissemination of information by helping future mothers to live pregnancy and motherhood with greater awareness of their physical, psychological, emotional and relational evolution processes; 2) the sharing of thoughts and feelings in the pre-birth encounters created intimate relationships between the participants.
In fact, over time it has gone on to create a real friendship network that has acted as an intermediary for the resumption of the path after birth, also stimulating new mothers to face their fears.
Autore per corrispondenza: margheritasergiampietri@hotmail.
com.
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