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Politiche dell’identità/identità politiche: ascoltando Kae Tempest
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Il saggio affronta il tema dell’identità nella cornice metodologica degli Studi culturali, utilizzando come filo argomentativo l’identità ‘donna’ e le sue diverse declinazioni dai femminismi degli anni ’70 alle attuali politiche queer. A partire dalla sentenza della Corte Suprema britannica del 2025, che esclude le donne che hanno seguito un percorso di affermazione di genere dall’Equality Act, il contributo mette in luce l’uso escludente dell’identità nel femminismo gender-critical, mostrando il passaggio da un’identità collettiva e destabilizzante a un modello post-femminista e individualistico, che accoglie la differenza solo se compatibile con l’ordine etero-patriarcale e capitalista. In contrapposizione a questa tensione normativa, il concetto di ‘essenzialismo strategico’, così come emerge nella critica femminista di Lidia Curti, è capace di riconoscere la molteplicità senza fissarla in un’identità esclusiva. Tale cornice metodologica viene messa in dialogo con la produzione e la figura pubblica di Kae Tempest, in particolare alla raccolta poetica Hold Your Own, che riscrive il mito di Tiresia. Attraverso la riscrittura delle fonti antiche, Tempest intreccia autobiografia e mitopoiesi, esplorando corpi e relazioni alternative e proseguendo una tradizione di pensiero insieme femminista e queer. Il saggio invita a leggere il testo nella sua ambivalenza, evitando riduzioni identitarie o ritorni estetizzanti, e propone la ‘casa della differenza’ come spazio politico e affettivo in cui identità e differenza coesistono. Tempest riesce così ad incarnare un whatever queer e inassimilabile, resistente alle logiche di esclusione.
Title: Politiche dell’identità/identità politiche: ascoltando Kae Tempest
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Il saggio affronta il tema dell’identità nella cornice metodologica degli Studi culturali, utilizzando come filo argomentativo l’identità ‘donna’ e le sue diverse declinazioni dai femminismi degli anni ’70 alle attuali politiche queer.
A partire dalla sentenza della Corte Suprema britannica del 2025, che esclude le donne che hanno seguito un percorso di affermazione di genere dall’Equality Act, il contributo mette in luce l’uso escludente dell’identità nel femminismo gender-critical, mostrando il passaggio da un’identità collettiva e destabilizzante a un modello post-femminista e individualistico, che accoglie la differenza solo se compatibile con l’ordine etero-patriarcale e capitalista.
In contrapposizione a questa tensione normativa, il concetto di ‘essenzialismo strategico’, così come emerge nella critica femminista di Lidia Curti, è capace di riconoscere la molteplicità senza fissarla in un’identità esclusiva.
Tale cornice metodologica viene messa in dialogo con la produzione e la figura pubblica di Kae Tempest, in particolare alla raccolta poetica Hold Your Own, che riscrive il mito di Tiresia.
Attraverso la riscrittura delle fonti antiche, Tempest intreccia autobiografia e mitopoiesi, esplorando corpi e relazioni alternative e proseguendo una tradizione di pensiero insieme femminista e queer.
Il saggio invita a leggere il testo nella sua ambivalenza, evitando riduzioni identitarie o ritorni estetizzanti, e propone la ‘casa della differenza’ come spazio politico e affettivo in cui identità e differenza coesistono.
Tempest riesce così ad incarnare un whatever queer e inassimilabile, resistente alle logiche di esclusione.
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