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Tra gesto, suono e virtualità: la ricerca artistica della pianista Giusy Caruso nel Metaverso
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Giusy Caruso è una delle pianiste più visionarie della scena contemporanea. Ricercatrice, performer e pioniera della sperimentazione artistica nel Metaverso, Caruso esplora il confine tra corporeità e suono, tra presenza scenica e identità virtuale. Il suo lavoro si sviluppa all’incrocio tra psicoacustica, neuroscienze, tecnologie immersive e pratica musicale, dando vita a un approccio artistico e scientifico profondamente integrato. La gestualità pianistica viene analizzata tramite sistemi di Motion Capture, elaborata con software di visualizzazione sonora e trasposta in ambienti digitali tridimensionali, generando nuove prospettive espressive e interpretative. In questa intervista, la pianista racconta il proprio percorso: dal dottorato in ricerca artistica all’IPEM dell’Università di Gand fino alla realizzazione di performance immersive nel Metaverso, dove suona in dialogo con il proprio avatar. Temi come l’esperienza del flow, la ricezione del pubblico, l’ibridazione tra corpo e ambiente virtuale e le potenzialità educative delle tecnologie digitali sono affrontati in modo diretto ma approfondito. L’intervista è stata realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca sull’uso della realtà virtuale nella didattica vocale e sull’esplorazione della presenza scenica del performer nel Metaverso. Il confronto con Caruso evidenzia come la tecnologia possa diventare strumento di innovazione scenica e di trasformazione didattica, offrendo nuove possibilità di auto-osservazione e consapevolezza del gesto musicale.
Universitat de Valencia
Title: Tra gesto, suono e virtualità: la ricerca artistica della pianista Giusy Caruso nel Metaverso
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Giusy Caruso è una delle pianiste più visionarie della scena contemporanea.
Ricercatrice, performer e pioniera della sperimentazione artistica nel Metaverso, Caruso esplora il confine tra corporeità e suono, tra presenza scenica e identità virtuale.
Il suo lavoro si sviluppa all’incrocio tra psicoacustica, neuroscienze, tecnologie immersive e pratica musicale, dando vita a un approccio artistico e scientifico profondamente integrato.
La gestualità pianistica viene analizzata tramite sistemi di Motion Capture, elaborata con software di visualizzazione sonora e trasposta in ambienti digitali tridimensionali, generando nuove prospettive espressive e interpretative.
In questa intervista, la pianista racconta il proprio percorso: dal dottorato in ricerca artistica all’IPEM dell’Università di Gand fino alla realizzazione di performance immersive nel Metaverso, dove suona in dialogo con il proprio avatar.
Temi come l’esperienza del flow, la ricezione del pubblico, l’ibridazione tra corpo e ambiente virtuale e le potenzialità educative delle tecnologie digitali sono affrontati in modo diretto ma approfondito.
L’intervista è stata realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca sull’uso della realtà virtuale nella didattica vocale e sull’esplorazione della presenza scenica del performer nel Metaverso.
Il confronto con Caruso evidenzia come la tecnologia possa diventare strumento di innovazione scenica e di trasformazione didattica, offrendo nuove possibilità di auto-osservazione e consapevolezza del gesto musicale.
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