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Gli uccelli a Shahr-I Sokhta (Iran):buoni da mangiare, buoni per lavorare

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Nell’ambito del nuovo progetto MAIPS (Multidisciplinary Archaeological Italian Project at Shahr-I Sokhta) che dal 2017 vede coinvolta l’Università del Salento in collaborazione con l’Iranian Center for Archaeological Research (ICAR), le recenti analisi archeozoologiche hanno permesso di rilevare un importante ruolo degli uccelli nell’economia del sito durante l’Età del Bronzo.Sebbene l’apporto alimentare risulti essere marginale, con la presenza prevalente della folaga (Fulica atra), del moriglione (Aythia ferina) e di vari Anseriformi, le ossa lunghe dei grandi uccelli a Shahr-i Sokhta venivano utilizzate nella produzione di particolari strumenti dalla forma allungata e dalle estremità appuntite o arrotondate, rinvenuti sia in ambito urbano che funerario, identificati come versatoi e il cui utilizzo potrebbe essere legato alla sfera della decorazione vascolare. Il rinvenimento non solo degli strumenti, ma anche degli scarti di lavorazione, ci permette di approfondire l’aspetto legato alle tecniche di produzione di questi strumenti.Il rinvenimento in contesto urbano di ossa di cormorano (Phalacrocorax carbo), una specie di uccello non commestibile, permette inoltre di ipotizzare una rudimentale domesticazione dell’animale, utilizzato per le attività di pesca dagli abitanti di Shahr-I Sokhta nei bassi fondali del delta del fiume Helmand.
Servicio de Publicaciones de la Universidad Autonoma de Madrid
Title: Gli uccelli a Shahr-I Sokhta (Iran):buoni da mangiare, buoni per lavorare
Description:
Nell’ambito del nuovo progetto MAIPS (Multidisciplinary Archaeological Italian Project at Shahr-I Sokhta) che dal 2017 vede coinvolta l’Università del Salento in collaborazione con l’Iranian Center for Archaeological Research (ICAR), le recenti analisi archeozoologiche hanno permesso di rilevare un importante ruolo degli uccelli nell’economia del sito durante l’Età del Bronzo.
Sebbene l’apporto alimentare risulti essere marginale, con la presenza prevalente della folaga (Fulica atra), del moriglione (Aythia ferina) e di vari Anseriformi, le ossa lunghe dei grandi uccelli a Shahr-i Sokhta venivano utilizzate nella produzione di particolari strumenti dalla forma allungata e dalle estremità appuntite o arrotondate, rinvenuti sia in ambito urbano che funerario, identificati come versatoi e il cui utilizzo potrebbe essere legato alla sfera della decorazione vascolare.
Il rinvenimento non solo degli strumenti, ma anche degli scarti di lavorazione, ci permette di approfondire l’aspetto legato alle tecniche di produzione di questi strumenti.
Il rinvenimento in contesto urbano di ossa di cormorano (Phalacrocorax carbo), una specie di uccello non commestibile, permette inoltre di ipotizzare una rudimentale domesticazione dell’animale, utilizzato per le attività di pesca dagli abitanti di Shahr-I Sokhta nei bassi fondali del delta del fiume Helmand.

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