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La Scuola Superiore Meridionale e la ricerca umanistica

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La Scuola Superiore Meridionale, a partire dalla sua istituzione in via sperimentale con la legge del 30 dicembre 2018 n. 145 presso l’Università di Napoli Federico II, ha previsto per la sua offerta formativa due macroaree, quella umanistico-giuridica e quella scientifico-tecnologica. Per il primo anno di attività (2019/2020) sono stati presentati all’accreditamento solo tre dottorati di area umanistica e per la stessa area è stato bandito il concorso per i primi allievi ordinari, a partire dall’anno successivo si è andata completando l’offerta.I primi dottorati attivati sono quelli di «Archeologia e culture del Mediterraneo antico. Ricerca storica, conservazione, fruizione del patrimonio» (ACMA), «Global History and Governance» (GHG), «Testi, tradizioni e culture del libro. Studi italiani e romanzi» (TTCL), grazie ai quali si è costruito un percorso di formazione e di studio che attraversa i principali ambiti della ricerca umanistica dall’antichità al mondo contemporaneo, in una prospettiva interdisciplinare di dialogo, di relazioni, di connessioni, che costituisce la cifra peculiare e, in larga parte, originale del progetto culturale cui la Scuola Superiore Meridionale si ispira. Questa scelta di saperi non rigidamente separati e classificati ma dichiaratamente contaminati, che si conferma con l’allargamento dell’area umanistica all’ambito giuridico e con la varietà e complessità dell’offerta dell’area scientifica e tecnologica, nasce dalla consapevolezza che l’esperienza educativa degli allievi ordinari e dei dottorandi, e degli stessi assegnisti postdoc, dovesse essere non una replica del percorso universitario istituzionale, quanto piuttosto un reale arricchimento del processo di formazione, una apertura innovativa verso ambiziose prospettive di ricerca.Con questo anno accademico, 2023/2024, giunge a compimento il percorso di studi quinquennale che i primi allievi dell’area umanistica della Scuola Superiore Meridionale (divenuta autonoma dal 2 aprile 2022) hanno intrapreso alla fine del 2019 e, per una singolare coincidenza, ciò avviene in occasione della celebrazione degli ottocento anni trascorsi dalla emanazione della lettera di fondazione dello Studium dell’imperatore Federico II. Testimonianza significativa della qualità e della peculiarità della formazione umanistica che ha come riferimento l’antichistica è questo numero dei «Quaderni di Acma» (curato da Carlo Rescigno), che evidenzia nel titolo (Tra Cuma e Metaponto. Ricerche in Magna Grecia) le principali località nelle quali a più riprese i giovani della Scuola Superiore Meridionale si sono recati per le loro missioni sotto la guida dei propri docenti. È importante sottolineare che a partecipare a queste esperienze non siano soltanto gli allievi e i dottorandi con interessi prevalentemente archeologici, ma anche quelli interessati alla conoscenza di altri aspetti culturali del Mediterraneo antico. L’interazione e il confronto tra archeologi, filologi, storici, studiosi di letteratura sui luoghi stessi che conservano le tracce materiali del mondo antico sono la ricchezza di un percorso di studi che ha tra i suoi obiettivi la formazione di eccellenti ricercatori e, insieme, di una comunità di studiosi aperti al dialogo e alla collaborazione.
Title: La Scuola Superiore Meridionale e la ricerca umanistica
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La Scuola Superiore Meridionale, a partire dalla sua istituzione in via sperimentale con la legge del 30 dicembre 2018 n.
145 presso l’Università di Napoli Federico II, ha previsto per la sua offerta formativa due macroaree, quella umanistico-giuridica e quella scientifico-tecnologica.
Per il primo anno di attività (2019/2020) sono stati presentati all’accreditamento solo tre dottorati di area umanistica e per la stessa area è stato bandito il concorso per i primi allievi ordinari, a partire dall’anno successivo si è andata completando l’offerta.
I primi dottorati attivati sono quelli di «Archeologia e culture del Mediterraneo antico.
Ricerca storica, conservazione, fruizione del patrimonio» (ACMA), «Global History and Governance» (GHG), «Testi, tradizioni e culture del libro.
Studi italiani e romanzi» (TTCL), grazie ai quali si è costruito un percorso di formazione e di studio che attraversa i principali ambiti della ricerca umanistica dall’antichità al mondo contemporaneo, in una prospettiva interdisciplinare di dialogo, di relazioni, di connessioni, che costituisce la cifra peculiare e, in larga parte, originale del progetto culturale cui la Scuola Superiore Meridionale si ispira.
Questa scelta di saperi non rigidamente separati e classificati ma dichiaratamente contaminati, che si conferma con l’allargamento dell’area umanistica all’ambito giuridico e con la varietà e complessità dell’offerta dell’area scientifica e tecnologica, nasce dalla consapevolezza che l’esperienza educativa degli allievi ordinari e dei dottorandi, e degli stessi assegnisti postdoc, dovesse essere non una replica del percorso universitario istituzionale, quanto piuttosto un reale arricchimento del processo di formazione, una apertura innovativa verso ambiziose prospettive di ricerca.
Con questo anno accademico, 2023/2024, giunge a compimento il percorso di studi quinquennale che i primi allievi dell’area umanistica della Scuola Superiore Meridionale (divenuta autonoma dal 2 aprile 2022) hanno intrapreso alla fine del 2019 e, per una singolare coincidenza, ciò avviene in occasione della celebrazione degli ottocento anni trascorsi dalla emanazione della lettera di fondazione dello Studium dell’imperatore Federico II.
 Testimonianza significativa della qualità e della peculiarità della formazione umanistica che ha come riferimento l’antichistica è questo numero dei «Quaderni di Acma» (curato da Carlo Rescigno), che evidenzia nel titolo (Tra Cuma e Metaponto.
Ricerche in Magna Grecia) le principali località nelle quali a più riprese i giovani della Scuola Superiore Meridionale si sono recati per le loro missioni sotto la guida dei propri docenti.
È importante sottolineare che a partecipare a queste esperienze non siano soltanto gli allievi e i dottorandi con interessi prevalentemente archeologici, ma anche quelli interessati alla conoscenza di altri aspetti culturali del Mediterraneo antico.
L’interazione e il confronto tra archeologi, filologi, storici, studiosi di letteratura sui luoghi stessi che conservano le tracce materiali del mondo antico sono la ricchezza di un percorso di studi che ha tra i suoi obiettivi la formazione di eccellenti ricercatori e, insieme, di una comunità di studiosi aperti al dialogo e alla collaborazione.

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