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Niaprazina galenica nei disturbi del sonno dell’adulto e dell’anziano: risultati di uno studio osservazionale su efficacia percepita e tollerabilità

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Scopo. Scopo del presente studio è stato la definizione di compliance ed efficacia clinica sui disturbi del sonno di un prodotto galenico a base di niaprazina; il principio attivo, presente sul mercato farmaceutico italiano per decine di anni, non è più ora disponibile essendo le prescrizioni mediche orientate in massima parte a benzodiazepine e derivati i cui effetti collaterali nel medio-lungo periodo suggeriscono prudentemente di moderarne e modularne l’utilizzo. Niaprazina potrebbe quindi essere proposta nella discontinuazione intervallare delle benzodiazepine, o anche come primaria indicazione terapeutica grazie alla inconsistenza di significativi effetti collaterali come ampiamente confermato dal suo pregresso storico utilizzo specie in età pediatrica. La nostra ricerca ha valutato alcuni aspetti della appropriatezza prescrittiva e i risultati ottenuti con l’uso ipnoinducente di niaprazina galenica in una coorte di pazienti con disturbi del sonno. Metodi. Nel nostro studio osservazionale prospettico aperto, abbiamo reclutato, tramite il Network del Secondo Parere, 42 soggetti volontari in età compresa tra 30 e 83 anni, la maggior parte dei quali dediti a un uso serale notturno di telefonini, tablet e computer che lamentavano difficoltà a prendere sonno e risvegli precoci mattutini intervallati da risvegli per ragioni fisiologiche (stimoli minzionali, sete o altro). Ogni paziente è stato istruito ad assumere niaprazina 50 mg/ml. Ogni paziente ha assunto 8 gocce prima di coricarsi per un periodo di trattamento di 30 giorni. A tutti i partecipanti sono stati poi sottoposti all’inizio e al termine del trattamento i seguenti questionari: 1) Questionario sui disturbi del sonno (QDS). 2) Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI). 3) Insomnia Severity Index (ISI). Risultati. I dati raccolti dalla valutazione dei questionari (QDS, PSQI, e ISI) eseguiti prima e dopo il trattamento hanno evidenziato come la qualità del sonno e in generale la qualità di vita di ogni paziente sia significativamente aumentata (p<0,0001****). Conclusioni. I risultati del nostro studio confermano quanto già noto circa la safety e maneggevolezza di niaprazina formulata galenicamente nei disturbi del sonno; in tutti i casi ne è stata apprezzata la efficacia (un solo drop out) con richiesta di prolungarne il trattamento, specie nei soggetti dediti, nelle ore serali, a una ipereccitazione corticale da prolungato (talora estenuante) uso di mezzi tecnologici, scarsa attività fisica (e scarsa ossigenazione cerebrale conseguente), e in coloro che già in età pediatrica avevano tratto beneficio dallo utilizzo di uno sciroppo industriale a base di niaprazina (Nopron) attualmente soppresso.
Title: Niaprazina galenica nei disturbi del sonno dell’adulto e dell’anziano: risultati di uno studio osservazionale su efficacia percepita e tollerabilità
Description:
Scopo.
Scopo del presente studio è stato la definizione di compliance ed efficacia clinica sui disturbi del sonno di un prodotto galenico a base di niaprazina; il principio attivo, presente sul mercato farmaceutico italiano per decine di anni, non è più ora disponibile essendo le prescrizioni mediche orientate in massima parte a benzodiazepine e derivati i cui effetti collaterali nel medio-lungo periodo suggeriscono prudentemente di moderarne e modularne l’utilizzo.
Niaprazina potrebbe quindi essere proposta nella discontinuazione intervallare delle benzodiazepine, o anche come primaria indicazione terapeutica grazie alla inconsistenza di significativi effetti collaterali come ampiamente confermato dal suo pregresso storico utilizzo specie in età pediatrica.
La nostra ricerca ha valutato alcuni aspetti della appropriatezza prescrittiva e i risultati ottenuti con l’uso ipnoinducente di niaprazina galenica in una coorte di pazienti con disturbi del sonno.
Metodi.
Nel nostro studio osservazionale prospettico aperto, abbiamo reclutato, tramite il Network del Secondo Parere, 42 soggetti volontari in età compresa tra 30 e 83 anni, la maggior parte dei quali dediti a un uso serale notturno di telefonini, tablet e computer che lamentavano difficoltà a prendere sonno e risvegli precoci mattutini intervallati da risvegli per ragioni fisiologiche (stimoli minzionali, sete o altro).
Ogni paziente è stato istruito ad assumere niaprazina 50 mg/ml.
Ogni paziente ha assunto 8 gocce prima di coricarsi per un periodo di trattamento di 30 giorni.
A tutti i partecipanti sono stati poi sottoposti all’inizio e al termine del trattamento i seguenti questionari: 1) Questionario sui disturbi del sonno (QDS).
2) Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI).
3) Insomnia Severity Index (ISI).
Risultati.
I dati raccolti dalla valutazione dei questionari (QDS, PSQI, e ISI) eseguiti prima e dopo il trattamento hanno evidenziato come la qualità del sonno e in generale la qualità di vita di ogni paziente sia significativamente aumentata (p<0,0001****).
Conclusioni.
I risultati del nostro studio confermano quanto già noto circa la safety e maneggevolezza di niaprazina formulata galenicamente nei disturbi del sonno; in tutti i casi ne è stata apprezzata la efficacia (un solo drop out) con richiesta di prolungarne il trattamento, specie nei soggetti dediti, nelle ore serali, a una ipereccitazione corticale da prolungato (talora estenuante) uso di mezzi tecnologici, scarsa attività fisica (e scarsa ossigenazione cerebrale conseguente), e in coloro che già in età pediatrica avevano tratto beneficio dallo utilizzo di uno sciroppo industriale a base di niaprazina (Nopron) attualmente soppresso.

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