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La materializzazione del tempo e la drammaturgia dell'amore: différance, Eistand e kairòs nell'opera The Telephone di Gian Carlo Menotti
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Il presente studio nasce dalla volontà di applicare gli strumenti d’indagine e le categorie estetiche della Filosofia della musica e della Psicologia musicale all’opera buffa The Telephone di Gian Carlo Menotti. L’intento non è semplicemente quello di dissotterrare strati di significato e valore ulteriori nella drammaturgia musicale del compositore. Quel che più conta nelle intenzioni di chi scrive è invece sollecitare un dialogo – spesso ancora discontinuo – fra l’approccio all’opera dell’analisi armonica (Music Analysis), estetica e musicologica, e la Filosofia della musica, la Filosofia del tempo e la Filosofia delle emozioni. L’opera buffa in questione si presta quale felice case study per un’analisi intorno alla materializzazione del tempo diegetico-musicale grazie a una drammaturgia che, fin dal simbolo personificato del telefono stesso, mira a problematizzare la crisi della (in)coscienza della lotta fra tempo fenomenico e tempo psicologico nel tempo-spazio di una comunicazione fra esseri umani “differita” e alienata dal mezzo meccanico. La presente indagine, focalizzata sulle teorie di Jankélévitch e di Levinas, dipana e illustra perciò lo sviluppo di una drammaturgia che procede sulla durée del tempo del dissidio fra il protagonista Ben e il Telefono, rivali per la conquista di Lucy. In una peripezia di kairòi drammatico-musicali Menotti porta a compimento la sua opera facendo incontrare ai personaggi il tempo della riconciliazione del desiderio e della comunicazione, quello di un valzer. E proprio sul tempo della danza a tre, che è altresì tempo dell’agape e dell’eros, Ben scopre nel rivale il volto dell’Autrui levinasiano.
Title: La materializzazione del tempo e la drammaturgia dell'amore: différance, Eistand e kairòs nell'opera The Telephone di Gian Carlo Menotti
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Il presente studio nasce dalla volontà di applicare gli strumenti d’indagine e le categorie estetiche della Filosofia della musica e della Psicologia musicale all’opera buffa The Telephone di Gian Carlo Menotti.
L’intento non è semplicemente quello di dissotterrare strati di significato e valore ulteriori nella drammaturgia musicale del compositore.
Quel che più conta nelle intenzioni di chi scrive è invece sollecitare un dialogo – spesso ancora discontinuo – fra l’approccio all’opera dell’analisi armonica (Music Analysis), estetica e musicologica, e la Filosofia della musica, la Filosofia del tempo e la Filosofia delle emozioni.
L’opera buffa in questione si presta quale felice case study per un’analisi intorno alla materializzazione del tempo diegetico-musicale grazie a una drammaturgia che, fin dal simbolo personificato del telefono stesso, mira a problematizzare la crisi della (in)coscienza della lotta fra tempo fenomenico e tempo psicologico nel tempo-spazio di una comunicazione fra esseri umani “differita” e alienata dal mezzo meccanico.
La presente indagine, focalizzata sulle teorie di Jankélévitch e di Levinas, dipana e illustra perciò lo sviluppo di una drammaturgia che procede sulla durée del tempo del dissidio fra il protagonista Ben e il Telefono, rivali per la conquista di Lucy.
In una peripezia di kairòi drammatico-musicali Menotti porta a compimento la sua opera facendo incontrare ai personaggi il tempo della riconciliazione del desiderio e della comunicazione, quello di un valzer.
E proprio sul tempo della danza a tre, che è altresì tempo dell’agape e dell’eros, Ben scopre nel rivale il volto dell’Autrui levinasiano.
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