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«IL VIAGGIO PER L’ITALIA DI GIANNETTINO» DI COLLODI: UN’ANALISI LINGUISTICA

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La facies linguistica del Viaggio per l’Italia di Giannettino presenta le caratteristiche note e attese della lingua di Collodi, all’insegna di un toscanismo temperato dal costante riferimento alla tradizione letteraria panitaliana e preponderante soprattutto a livello lessicale, ma ben attento ad evitare derive di stampo popolareggiante, che in questa e in altre sedi vengono espressamente menzionate come dispreferibili. Collodi – pur senza dichiararlo apertamente – contribuisce a delineare (nella prassi scrittoria ancor più che nella prescrizione grammaticale, maggiormente conservativa) i tratti di quel manzonismo moderato, fondato sull’uso fiorentino medio e “civile”, che tanto gradimento avrebbe riscosso nel Milanese e che nella produzione collodiana per l’infanzia trova una delle sue applicazioni più felici e feconde. L’analisi sistematica del testo, proposta in questo contributo, arricchisce gli studi linguistici collodiani con nuovi spogli e conferma alcuni dei tratti che meglio incarnano il “manzonismo di fatto” della lingua di Collodi (monottongazione del dittongo velare dopo contoide palatale, desinenza analogica nella prima persona singolare dell’imperfetto indicativo, forme oblique del pronome personale di terza persona singolare con funzione di soggetto, prevalenza del tipo che cosa nelle proposizioni interrogative e molti altri); al contempo evidenzia la variazione diacronica presente nelle diverse edizioni di ciascun volume dell’opera e sottolinea il differenziale stilistico, di sicura autorialità, che caratterizza gli ultimi due volumi, e specialmente il terzo, all’insegna di una medietà toscoletteraria maggiormente avvertita e tuttavia contaminata, soprattutto a livello lessicale, dall’impiego di voci popolari, secondo una linea che potremmo definire “toscanista” e rigutiniana.    Il viaggio per l’Italia di Giannettino by Collodi: a linguistic analysis The linguistic form of Il Viaggio per l’Italia di Giannettino (Giannettino’s Journey Across Italy) displays some of the well-known and expected characteristics of Collodi’s language, in the name of a Tuscanism tempered by constant reference to the pan-Italian literary tradition. The Tuscanist wave is predominant at the lexical level, but Collodi was very careful to avoid drifts of popular terminology, which in this book and in other ones are expressly mentioned as not preferable. Collodi - though not declaring it openly - contributed to delineating (in writing practice even more than in grammatical prescription) the traits of moderate Manzonism, based on the medium and “civil” linguistic usage of Florence, which found one of its happiest and most fruitful applications in Collodi’s production for children. The systematic analysis of the text, proposed in this paper, enriches Collodi’s linguistic studies with new data and confirms some of the traits that best embody the Manzonist model of Collodi’s language (monophthong in place of the velar diphthong after palatal contoid, -o ending in the first-person singular of the indicative imperfect, oblique forms of the third-person singular pronoun with subject function, prevalence of the type che cosa in interrogative clauses and many others); furthermore, it highlights the diachronic variation in the different editions of each volume of the book and underlines the stylistic differential which characterized the last two volumes and especially the third one. In these volumes Collodi’s style seems more adherent to the literary tradition, yet contaminated by the inclusion of popular terms, according to a linguistic model which was probably influenced by his mentor and friend Giuseppe Rigutini. 
Milano University Press
Title: «IL VIAGGIO PER L’ITALIA DI GIANNETTINO» DI COLLODI: UN’ANALISI LINGUISTICA
Description:
La facies linguistica del Viaggio per l’Italia di Giannettino presenta le caratteristiche note e attese della lingua di Collodi, all’insegna di un toscanismo temperato dal costante riferimento alla tradizione letteraria panitaliana e preponderante soprattutto a livello lessicale, ma ben attento ad evitare derive di stampo popolareggiante, che in questa e in altre sedi vengono espressamente menzionate come dispreferibili.
Collodi – pur senza dichiararlo apertamente – contribuisce a delineare (nella prassi scrittoria ancor più che nella prescrizione grammaticale, maggiormente conservativa) i tratti di quel manzonismo moderato, fondato sull’uso fiorentino medio e “civile”, che tanto gradimento avrebbe riscosso nel Milanese e che nella produzione collodiana per l’infanzia trova una delle sue applicazioni più felici e feconde.
L’analisi sistematica del testo, proposta in questo contributo, arricchisce gli studi linguistici collodiani con nuovi spogli e conferma alcuni dei tratti che meglio incarnano il “manzonismo di fatto” della lingua di Collodi (monottongazione del dittongo velare dopo contoide palatale, desinenza analogica nella prima persona singolare dell’imperfetto indicativo, forme oblique del pronome personale di terza persona singolare con funzione di soggetto, prevalenza del tipo che cosa nelle proposizioni interrogative e molti altri); al contempo evidenzia la variazione diacronica presente nelle diverse edizioni di ciascun volume dell’opera e sottolinea il differenziale stilistico, di sicura autorialità, che caratterizza gli ultimi due volumi, e specialmente il terzo, all’insegna di una medietà toscoletteraria maggiormente avvertita e tuttavia contaminata, soprattutto a livello lessicale, dall’impiego di voci popolari, secondo una linea che potremmo definire “toscanista” e rigutiniana.
    Il viaggio per l’Italia di Giannettino by Collodi: a linguistic analysis The linguistic form of Il Viaggio per l’Italia di Giannettino (Giannettino’s Journey Across Italy) displays some of the well-known and expected characteristics of Collodi’s language, in the name of a Tuscanism tempered by constant reference to the pan-Italian literary tradition.
The Tuscanist wave is predominant at the lexical level, but Collodi was very careful to avoid drifts of popular terminology, which in this book and in other ones are expressly mentioned as not preferable.
 Collodi - though not declaring it openly - contributed to delineating (in writing practice even more than in grammatical prescription) the traits of moderate Manzonism, based on the medium and “civil” linguistic usage of Florence, which found one of its happiest and most fruitful applications in Collodi’s production for children.
 The systematic analysis of the text, proposed in this paper, enriches Collodi’s linguistic studies with new data and confirms some of the traits that best embody the Manzonist model of Collodi’s language (monophthong in place of the velar diphthong after palatal contoid, -o ending in the first-person singular of the indicative imperfect, oblique forms of the third-person singular pronoun with subject function, prevalence of the type che cosa in interrogative clauses and many others); furthermore, it highlights the diachronic variation in the different editions of each volume of the book and underlines the stylistic differential which characterized the last two volumes and especially the third one.
In these volumes Collodi’s style seems more adherent to the literary tradition, yet contaminated by the inclusion of popular terms, according to a linguistic model which was probably influenced by his mentor and friend Giuseppe Rigutini.
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