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Strategie di coesistenza

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Nel preoccupante rapido impoverimento della biodiversità globale, la concentrazione nelle città di un’elevata diversità ecologica ha orientato il dibattito teorico e le pratiche operative attuali verso esplorazioni sul ruolo del progetto di architettura del paesaggio nel favorire e potenziare la presenza di specie animali e vegetali negli ambiti urbani. Obiettivo è rendere le città più aperte e inclusive, attraverso la definizione di modalità e spazi di coesistenza tra umani e non-umani. La costruzione di spazi in cui tutte le specie viventi possano entrare in relazione prevede la presenza di aree dall’aspetto selvatico e incolto, in cui la biodiversità possa svilupparsi indisturbata, ma non sempre questi spazi sono apprezzati dal pubblico urbano, che sovente li avverte come dissonanti rispetto all’ambiente delle città da cui ci si attende ordine, cura e gestione. Il progetto di paesaggio può favorire un mutamento di prospettiva, contribuendo a scardinare questa percezione ancora diffusa attraverso la costruzione di spazi che immergano il visitatore in un’esperienza coinvolgente, fondata sulla percezione emotiva e sensoriale. Attraverso una lettura critica di progetti recenti in ambito urbano, l’articolo evidenzia una serie di strategie di costruzione spaziale che operano per rispondere alle esigenze di tutte le specie mediante un equilibrio tra ecologia e sentimento. E mostra come, attraverso la costruzione di un’esperienza del sentire, il progetto paesaggistico possa contribuire a sollecitare una sensibilità estetica per le aree dall’apparenza incolta e incerta amate da piante e animali, favorendo una consapevolezza diffusa e condivisa per la necessità di proteggere e conservare la diversità biologica, e per l’urgenza di farlo.   The rapid loss of global biodiversity and the concentration of high ecological diversity in cities have directed current theoretical debate and practice in landscape architecture toward explorations of the role of open space design in fostering and enhancing the presence of animal and plant species in urban settings. The goal is to make cities more open and inclusive by defining modes and spaces of coexistence between humans and more-than-humans. The construction of urban landscapes in which all living species can exist in mutual respect results in a widespread presence of wild and apparently uncultivated areas in which biodiversity can thrive undisturbed. The urban public, however, do not always perceive the ecological value of such spaces, considering them abandoned and disordered and thus unsuitable for the urban environment. Through a critical reading of recent urban parks, the lecture will highlight the role of landscape architectural projects in fostering a shift of perspective in the perception of spaces for more-than-humans. By orchestrating spaces that respond to the needs of all species while, at the same time, constructing an emotional and aesthetic experience for visitors who traverse them, landscape architectural projects can contribute to solicit an aesthetic sensibility for the wild areas preferred by more-than-humans, fostering a widespread and shared awareness for the need to protect and promote biological diversity, and the urgency of doing so.
Title: Strategie di coesistenza
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Nel preoccupante rapido impoverimento della biodiversità globale, la concentrazione nelle città di un’elevata diversità ecologica ha orientato il dibattito teorico e le pratiche operative attuali verso esplorazioni sul ruolo del progetto di architettura del paesaggio nel favorire e potenziare la presenza di specie animali e vegetali negli ambiti urbani.
Obiettivo è rendere le città più aperte e inclusive, attraverso la definizione di modalità e spazi di coesistenza tra umani e non-umani.
La costruzione di spazi in cui tutte le specie viventi possano entrare in relazione prevede la presenza di aree dall’aspetto selvatico e incolto, in cui la biodiversità possa svilupparsi indisturbata, ma non sempre questi spazi sono apprezzati dal pubblico urbano, che sovente li avverte come dissonanti rispetto all’ambiente delle città da cui ci si attende ordine, cura e gestione.
Il progetto di paesaggio può favorire un mutamento di prospettiva, contribuendo a scardinare questa percezione ancora diffusa attraverso la costruzione di spazi che immergano il visitatore in un’esperienza coinvolgente, fondata sulla percezione emotiva e sensoriale.
Attraverso una lettura critica di progetti recenti in ambito urbano, l’articolo evidenzia una serie di strategie di costruzione spaziale che operano per rispondere alle esigenze di tutte le specie mediante un equilibrio tra ecologia e sentimento.
E mostra come, attraverso la costruzione di un’esperienza del sentire, il progetto paesaggistico possa contribuire a sollecitare una sensibilità estetica per le aree dall’apparenza incolta e incerta amate da piante e animali, favorendo una consapevolezza diffusa e condivisa per la necessità di proteggere e conservare la diversità biologica, e per l’urgenza di farlo.
  The rapid loss of global biodiversity and the concentration of high ecological diversity in cities have directed current theoretical debate and practice in landscape architecture toward explorations of the role of open space design in fostering and enhancing the presence of animal and plant species in urban settings.
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The urban public, however, do not always perceive the ecological value of such spaces, considering them abandoned and disordered and thus unsuitable for the urban environment.
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