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Quartiere feltre a Milano. Welfare e qualita degli spazi
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Le difficoltà economiche con cui si sta misurando da tempo il nostro Paese hanno avuto e stanno mostrando ancora riflessi dal punto di vista sociale e spaziale. Molte persone faticano non poco a gestire la quotidianità familiare e lavorativa in spazi quantitativamente ridotti o inadeguati alla compresenza di più persone, con età e necessità diverse, costrette spesso dalle contingenze a una continua convivenza forzata – come è emerso con ancora più forza per esempio durante la pandemia. In molti casi, la presenza nelle immediate vicinanze degli spazi aperti pubblici, oppure degli spazi aperti di pertinenza degli edifici ha consentito e consente l'estensione di pratiche dell'abitare e la possibilità di ritrovare dei propri "spazi privati". In tale situazione si palesa la capacità di resistenza e di adattamento di questi spazi aperti, anche nei quartieri di edilizia residenziale pubblica, prodotti nella modernità, quale riflesso al suolo di un interesse generale e collettivo preminente rispetto a quello di natura singolare e particolare, sebbene solitamente ritenuti luoghi degradati, problematici e generatori di conflitti. Il presente contributo proverà a ragionare sulla tenuta, la resistenza e la capacità di adattamento di spazi realizzati nella modernità, che nella realtà contemporanea sono ancora in grado di favorire forme di accoglienza e inclusività, seppure in forme differenti rispetto al passato, attraverso lo studio del caso specifico del quartiere INA-Casa Feltre a Milano.
Title: Quartiere feltre a Milano. Welfare e qualita degli spazi
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Le difficoltà economiche con cui si sta misurando da tempo il nostro Paese hanno avuto e stanno mostrando ancora riflessi dal punto di vista sociale e spaziale.
Molte persone faticano non poco a gestire la quotidianità familiare e lavorativa in spazi quantitativamente ridotti o inadeguati alla compresenza di più persone, con età e necessità diverse, costrette spesso dalle contingenze a una continua convivenza forzata – come è emerso con ancora più forza per esempio durante la pandemia.
In molti casi, la presenza nelle immediate vicinanze degli spazi aperti pubblici, oppure degli spazi aperti di pertinenza degli edifici ha consentito e consente l'estensione di pratiche dell'abitare e la possibilità di ritrovare dei propri "spazi privati".
In tale situazione si palesa la capacità di resistenza e di adattamento di questi spazi aperti, anche nei quartieri di edilizia residenziale pubblica, prodotti nella modernità, quale riflesso al suolo di un interesse generale e collettivo preminente rispetto a quello di natura singolare e particolare, sebbene solitamente ritenuti luoghi degradati, problematici e generatori di conflitti.
Il presente contributo proverà a ragionare sulla tenuta, la resistenza e la capacità di adattamento di spazi realizzati nella modernità, che nella realtà contemporanea sono ancora in grado di favorire forme di accoglienza e inclusività, seppure in forme differenti rispetto al passato, attraverso lo studio del caso specifico del quartiere INA-Casa Feltre a Milano.
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