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Antropologia dell’apprendimento come esperienza applicata
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Cinque video sperimentali esplorano il paesaggio urbano e le sue mura nella città di Bolzano. Il lavoro è stato realizzato da un gruppo di studenti e studentesse del corso “Illegal Design - Urban Walls” nella Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano. L’obiettivo è stato quello di cogliere, attraverso azioni di gruppo e condivise, il concetto antropologico di confine “facendo esperienza” dei muri presenti nello spazio urbano. Per affrontare il tema delicato dell’equilibrio tra legale e illegale, lecito e illecito, l’azione ha richiesto agli studenti di comprendere come i confini territoriali e simbolici incidano sulla nostra percezione dello spazio urbano e sul comportamento umano, e come le idee e gli oggetti possano essere utilizzati per disobbedire, provocare e trasformare tali confini in esperienze dinamiche di relazione. Grazie a questa attività, gli studenti e le studentesse sono divenuti più consapevoli di quanto uno spazio fisico – il muro – non sia necessariamente un limite, o una barriera inerte che delimita, ma possa essere, invece, un limine, una transizione trasformativa, un’opportunità creativa per sperimentare in modo ludico e immaginativo un modo nuovo di abitare lo spazio.
Title: Antropologia dell’apprendimento come esperienza applicata
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Cinque video sperimentali esplorano il paesaggio urbano e le sue mura nella città di Bolzano.
Il lavoro è stato realizzato da un gruppo di studenti e studentesse del corso “Illegal Design - Urban Walls” nella Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano.
L’obiettivo è stato quello di cogliere, attraverso azioni di gruppo e condivise, il concetto antropologico di confine “facendo esperienza” dei muri presenti nello spazio urbano.
Per affrontare il tema delicato dell’equilibrio tra legale e illegale, lecito e illecito, l’azione ha richiesto agli studenti di comprendere come i confini territoriali e simbolici incidano sulla nostra percezione dello spazio urbano e sul comportamento umano, e come le idee e gli oggetti possano essere utilizzati per disobbedire, provocare e trasformare tali confini in esperienze dinamiche di relazione.
Grazie a questa attività, gli studenti e le studentesse sono divenuti più consapevoli di quanto uno spazio fisico – il muro – non sia necessariamente un limite, o una barriera inerte che delimita, ma possa essere, invece, un limine, una transizione trasformativa, un’opportunità creativa per sperimentare in modo ludico e immaginativo un modo nuovo di abitare lo spazio.
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