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L’insegnamento di Giovanni Paolo II sulla vita umana La prospettiva cristocentrica

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L’articolo intende ricostruire il pensiero di Giovanni Paolo II sulla vita umana, così come risulta dal suo insegnamento, sottolineandone la concezione sulla dignità e il valore dell’uomo. Dopo un’attenta analisi dell’ambiente culturale in cui si svolge e si colloca il suo pensiero, l’Autore pone in evidenziare i punti fondativi delle sue argomentazioni filosofico-teologiche in risposta alla cultura laica. Di fronte alla cultura secolarista, infatti, egli assunse una posizione epistemologica imperniata sull’incontro di tre ambiti del sapere: il sapere scientifico, il sapere antropologico (inteso come incontro tra fede e ragione) e il sapere etico. Tale incontro avviene ponendo al vertice il sapere antropologico, come in forma di un triangolo ideale. La concezione antropologica plenaria – che abbraccia e unifica tutte le dimensioni che il pensiero cristiano anche nel periodo della modernità ha esaminato – assume così valore centrale nella speculazione del Pontefice: da un lato, con essa si intende sottolineare come la vita del corpo nella sua condizione terrena viene a partecipare della inviolabilità per la sua unione alla persona e per la sua partecipazione alla sua dignità che deriva dal Creatore. Dall’altro, il personalismo etico di Giovanni Paolo II si arricchisce di due elementi essenziali: la creaturalità e l’inserimento in Cristo. La comprensione del valore della vita del singolo uomo in qualsiasi condizione e momento della sua esistenza è così ricondotto a queste due polarità: l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio, ma l’Immagine perfetta e vivente di Dio è l’uomo, Cristo Gesù per cui ciascuno di noi è figlio nel Figlio. Le due polarità sono così riassunte nell’incontro dell’antropologia con la Cristologia. ---------- The article aims to reconstruct John Paul II’s thought on human life, as it results from his teaching, underlining the conception on the dignity and the value of human being. After a careful analysis of the cultural environment in which his thought develops and takes place, the author shows the fundamental point of his philosophical- theological reasoning in reply to the secular culture. In front of the secular culture, in fact, he assumed an epistemological position hinged on the meeting of three spheres of knowledge: scientific knowledge, anthropological knowledge (understood as the meeting between faith and reason) and ethical knowledge. Such meeting happens setting to the vertex the anthropological knowledge, as in form of an ideal triangle. The complete anthropological conception – that embraces and unifies all the dimensions that the Christian thought has examined even in the period of the modernity – assumes, so, a central value in the speculation of the Pontiff: from one side, with it he intends to underline how the life of the body in its terrestrial condition comes to participate of the inviolability for its union to the person and for its sharing its dignity that derives from the Creator. From the other, the ethical personalism of John Paul II is enriched by two essential elements: the creatural nature and the insertion in Christ. The understanding of the value of the life of the single man in any condition and moment of his existence it is so brought back to these two polarities: the man is created to image and similarity of God, but the perfect and living image of God is the man Jesus Christ for which every of us is son in the Son. This two polarities are so reassumed in the meeting of the anthropology with the Christology.
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Title: L’insegnamento di Giovanni Paolo II sulla vita umana La prospettiva cristocentrica
Description:
L’articolo intende ricostruire il pensiero di Giovanni Paolo II sulla vita umana, così come risulta dal suo insegnamento, sottolineandone la concezione sulla dignità e il valore dell’uomo.
Dopo un’attenta analisi dell’ambiente culturale in cui si svolge e si colloca il suo pensiero, l’Autore pone in evidenziare i punti fondativi delle sue argomentazioni filosofico-teologiche in risposta alla cultura laica.
Di fronte alla cultura secolarista, infatti, egli assunse una posizione epistemologica imperniata sull’incontro di tre ambiti del sapere: il sapere scientifico, il sapere antropologico (inteso come incontro tra fede e ragione) e il sapere etico.
Tale incontro avviene ponendo al vertice il sapere antropologico, come in forma di un triangolo ideale.
La concezione antropologica plenaria – che abbraccia e unifica tutte le dimensioni che il pensiero cristiano anche nel periodo della modernità ha esaminato – assume così valore centrale nella speculazione del Pontefice: da un lato, con essa si intende sottolineare come la vita del corpo nella sua condizione terrena viene a partecipare della inviolabilità per la sua unione alla persona e per la sua partecipazione alla sua dignità che deriva dal Creatore.
Dall’altro, il personalismo etico di Giovanni Paolo II si arricchisce di due elementi essenziali: la creaturalità e l’inserimento in Cristo.
La comprensione del valore della vita del singolo uomo in qualsiasi condizione e momento della sua esistenza è così ricondotto a queste due polarità: l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio, ma l’Immagine perfetta e vivente di Dio è l’uomo, Cristo Gesù per cui ciascuno di noi è figlio nel Figlio.
Le due polarità sono così riassunte nell’incontro dell’antropologia con la Cristologia.
---------- The article aims to reconstruct John Paul II’s thought on human life, as it results from his teaching, underlining the conception on the dignity and the value of human being.
After a careful analysis of the cultural environment in which his thought develops and takes place, the author shows the fundamental point of his philosophical- theological reasoning in reply to the secular culture.
In front of the secular culture, in fact, he assumed an epistemological position hinged on the meeting of three spheres of knowledge: scientific knowledge, anthropological knowledge (understood as the meeting between faith and reason) and ethical knowledge.
Such meeting happens setting to the vertex the anthropological knowledge, as in form of an ideal triangle.
The complete anthropological conception – that embraces and unifies all the dimensions that the Christian thought has examined even in the period of the modernity – assumes, so, a central value in the speculation of the Pontiff: from one side, with it he intends to underline how the life of the body in its terrestrial condition comes to participate of the inviolability for its union to the person and for its sharing its dignity that derives from the Creator.
From the other, the ethical personalism of John Paul II is enriched by two essential elements: the creatural nature and the insertion in Christ.
The understanding of the value of the life of the single man in any condition and moment of his existence it is so brought back to these two polarities: the man is created to image and similarity of God, but the perfect and living image of God is the man Jesus Christ for which every of us is son in the Son.
This two polarities are so reassumed in the meeting of the anthropology with the Christology.

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