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Contributo allo studio dell’espropriazione forzata contro l’amministrazione pubblica

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Il tema dell’espropriazione forzata contro l’amministrazione pubblica costituisce un aspetto, non certo secondario, dei complessi rapporti tra cittadino e amministrazione. Da vari lustri si assiste all’intensificarsi delle relazioni tra Stato e individuo, in una fase in cui la sfera dell’azione della p.a. si estende sempre più dal campo pubblico a quello privato, rendendo la posizione debitoria dell’ente pubblico pari a quella di ogni altro debitore privato. Sotto questo aspetto, diventa necessario studiare le garanzie che devono essere messe a disposizione del privato cittadino creditore, quando questo diritto non venga attuato o realizzato dall’amministrazione, la quale ha, come meta ultima, sempre l’interesse della collettività. In questo volume, si passano all’esame quattro distinte (ma connesse) problematiche della materia: l’ammissibilità dell’azione esecutiva nei confronti della p.a., la possibilità e i limiti di aggressione dei beni pubblici, la specialità della procedura esecutiva, la peculiarità dell’esecuzione nei confronti delle ASL e degli enti locali, il tutto accompagnato da un esame comparato dei sistemi processuali ritenuti rilevanti e dall’analisi di alcune normative internazionali ed europee. In tale contesto, si coglie sullo sfondo la consapevolezza che la crisi finanziaria ed economica a livello globale e i suoi effetti nel nostro Paese hanno aumentato l’ampiezza e l’intensità delle limitazioni normative alle azioni esecutive dei creditori contro gli enti pubblici, fino a prospettare il blocco totale di esse. A questo crescendo si è aggiunta, di recente, anche la disciplina emergenziale del periodo pandemico che ha arricchito, proprio nel campo sanitario, il divieto di azioni esecutive. Da qui l’obiettivo dell’autore di analizzare se e in quale misura sia ammissibile, nell’ordinamento attuale, che lo Stato-amministrazione diventi ostacolo all’azione dello Stato-giurisdizione, e, dunque, crei irragionevoli o eccessive strettoie per l’accesso alla tutela giurisdizionale degli individui. All’orizzonte, alcune proposte per una diversa lettura dei valori costituzionali finora applicati e per l’uso degli strumenti processuali che potrebbero meglio realizzare un “giusto processo esecutivo”.
Fondazione Bologna University Press
Title: Contributo allo studio dell’espropriazione forzata contro l’amministrazione pubblica
Description:
Il tema dell’espropriazione forzata contro l’amministrazione pubblica costituisce un aspetto, non certo secondario, dei complessi rapporti tra cittadino e amministrazione.
Da vari lustri si assiste all’intensificarsi delle relazioni tra Stato e individuo, in una fase in cui la sfera dell’azione della p.
a.
si estende sempre più dal campo pubblico a quello privato, rendendo la posizione debitoria dell’ente pubblico pari a quella di ogni altro debitore privato.
Sotto questo aspetto, diventa necessario studiare le garanzie che devono essere messe a disposizione del privato cittadino creditore, quando questo diritto non venga attuato o realizzato dall’amministrazione, la quale ha, come meta ultima, sempre l’interesse della collettività.
In questo volume, si passano all’esame quattro distinte (ma connesse) problematiche della materia: l’ammissibilità dell’azione esecutiva nei confronti della p.
a.
, la possibilità e i limiti di aggressione dei beni pubblici, la specialità della procedura esecutiva, la peculiarità dell’esecuzione nei confronti delle ASL e degli enti locali, il tutto accompagnato da un esame comparato dei sistemi processuali ritenuti rilevanti e dall’analisi di alcune normative internazionali ed europee.
In tale contesto, si coglie sullo sfondo la consapevolezza che la crisi finanziaria ed economica a livello globale e i suoi effetti nel nostro Paese hanno aumentato l’ampiezza e l’intensità delle limitazioni normative alle azioni esecutive dei creditori contro gli enti pubblici, fino a prospettare il blocco totale di esse.
A questo crescendo si è aggiunta, di recente, anche la disciplina emergenziale del periodo pandemico che ha arricchito, proprio nel campo sanitario, il divieto di azioni esecutive.
Da qui l’obiettivo dell’autore di analizzare se e in quale misura sia ammissibile, nell’ordinamento attuale, che lo Stato-amministrazione diventi ostacolo all’azione dello Stato-giurisdizione, e, dunque, crei irragionevoli o eccessive strettoie per l’accesso alla tutela giurisdizionale degli individui.
All’orizzonte, alcune proposte per una diversa lettura dei valori costituzionali finora applicati e per l’uso degli strumenti processuali che potrebbero meglio realizzare un “giusto processo esecutivo”.

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