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Il trattamento dell’ipercolesterolemia nei bambini: necessità e preoccupazioni

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In età pediatrica i valori di colesterolemia sono strettamente correlati al patrimonio genetico del piccolo paziente. Tra le ipercolesterolemie familiari è essenziale distinguere le forme monogeniche dalle forme multigeniche. Nelle forme monogeniche i soggetti eterozigoti rispondono in modo insufficiente o solo molto parzialmente alle modifiche dietetiche e di stile di vita, per cui è indispensabile il ricorso ai farmaci; per i pazienti in omozigosi è indispensabile associare ai farmaci la plasmaferesi, mentre il trapianto di fegato costituisce l’unico intervento in grado di modificare definitivamente l’evoluzione delle lesioni cardiovascolari nell’età adulta. Le forme multigeniche e le forme secondarie ad altre patologie rispondono sia alle modifiche dietetiche e di stile di vita che ai farmaci. Resta incerto quanto precocemente debba essere attuato l’intervento farmacologico. In particolare, il riscontro già in età pediatrica delle lesioni istologiche tipiche dell’aterosclerosi e la loro stretta connessione all’insorgenza di malattie cardiovascolari nell’età adulta giustificano un intervento precoce, ma oculato. Infatti, il colesterolo rappresenta un componente necessario al normale sviluppo di un organismo, se contenuto nei valori percentili previsti per l’età e il sesso. Le modalità di intervento sono di due tipi: una strategia di popolazione, da attuare su larga scala, per consigliare il regime dietetico e il livello di attività fisica ottimali; una strategia individuale, che, comunque, prevede come approccio iniziale quello dietetico, seguito da quello farmacologico. Quando necessaria, la terapia è possibile già nei bambini di età >8-10 anni.L’intervento terapeutico, al di sotto di questa età, è da riservare esclusivamente ai bambini con colesterolemia LDL >500 mg/dl. Le statine, per la loro efficacia e gli scarsi effetti collaterali, sembrano essere i farmaci più idonei in età pediatrica, sebbene finora siano stati studiati solo in popolazioni di bambini affetti da gravi ipercolesterolemie familiari e per periodi di breve-medio termine.
Title: Il trattamento dell’ipercolesterolemia nei bambini: necessità e preoccupazioni
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In età pediatrica i valori di colesterolemia sono strettamente correlati al patrimonio genetico del piccolo paziente.
Tra le ipercolesterolemie familiari è essenziale distinguere le forme monogeniche dalle forme multigeniche.
Nelle forme monogeniche i soggetti eterozigoti rispondono in modo insufficiente o solo molto parzialmente alle modifiche dietetiche e di stile di vita, per cui è indispensabile il ricorso ai farmaci; per i pazienti in omozigosi è indispensabile associare ai farmaci la plasmaferesi, mentre il trapianto di fegato costituisce l’unico intervento in grado di modificare definitivamente l’evoluzione delle lesioni cardiovascolari nell’età adulta.
Le forme multigeniche e le forme secondarie ad altre patologie rispondono sia alle modifiche dietetiche e di stile di vita che ai farmaci.
Resta incerto quanto precocemente debba essere attuato l’intervento farmacologico.
In particolare, il riscontro già in età pediatrica delle lesioni istologiche tipiche dell’aterosclerosi e la loro stretta connessione all’insorgenza di malattie cardiovascolari nell’età adulta giustificano un intervento precoce, ma oculato.
Infatti, il colesterolo rappresenta un componente necessario al normale sviluppo di un organismo, se contenuto nei valori percentili previsti per l’età e il sesso.
Le modalità di intervento sono di due tipi: una strategia di popolazione, da attuare su larga scala, per consigliare il regime dietetico e il livello di attività fisica ottimali; una strategia individuale, che, comunque, prevede come approccio iniziale quello dietetico, seguito da quello farmacologico.
Quando necessaria, la terapia è possibile già nei bambini di età >8-10 anni.
L’intervento terapeutico, al di sotto di questa età, è da riservare esclusivamente ai bambini con colesterolemia LDL >500 mg/dl.
Le statine, per la loro efficacia e gli scarsi effetti collaterali, sembrano essere i farmaci più idonei in età pediatrica, sebbene finora siano stati studiati solo in popolazioni di bambini affetti da gravi ipercolesterolemie familiari e per periodi di breve-medio termine.

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