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Catastrofe e meraviglia. Storia, filosofia e etica animale in una novella di Anna Maria Ortese

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Questa analisi nasce con la volontà di indagare alcuni nuclei filosofici espressi dalla poetica di Anna Maria Ortese. Nel caso della scrittura ortesiana, infatti, si dovrà parlare di un ragionamento di carattere etico, politico e teologico che in nessun caso prescinde dalla produzione letteraria, ma al contrario nasce e si sviluppa proprio in seno alla fiction. Dunque si è scelto di leggere Le Piccole Persone, raccolta di lettere, articoli e piccoli saggi, in stretta connessione con esempi di narrativa. A tale proposito, si è individuato ne L’Infanta Sepolta, opera meno conosciuta rispetto ai romanzi, un interessante case study capace di offrire un punto di vista privilegiato sulla poetica dell’autrice, di cui la novella rende manifesti alcuni tratti salienti; fra tutti, un ricorso al meraviglioso, che si fa portatore di contenuti simbolici e semantici poiché luogo di espressione di un’alterità che conserva la propria intraducibilità. Il lavoro vuole quindi dimostrare che la cifra irriducibile del meraviglioso ortesiano incarna un pensiero critico profondamente complesso, il quale mostra affinità con la riflessione delle filosofe e teologhe novecentesche (Simone Weil, Edith Stein), ma anche con la tradizione mistica (soprattutto Teresa d’Avila). Attraverso una poetica così organizzata, l’autrice riesce a sondare con potenza e originalità le principali questioni del Novecento: il male, la storia, la cosificazione, lo sfruttamento, i rapporti fra umano e non umano, la distruzione dell’altro. -------------------------------------------------------------------------------------------------------- The article aims to investigate a few philosophical notions underling Anna Maria Ortese’s work. In the case of this writer, it is possible to speak of an ethical, political, and theological dimension that, rather than being unrelated to her literary production, takes shape through fiction. The article focuses in particular on Le piccole persone, a collection of letters, articles and short essays, reading it in close connection with narrative examples. In this regard, L’infanta sepolta, a lesser-known work than the novels, offers a privileged point of view on the author’s poetics, making manifest some of its salient traits. Among them, the recourse to the marvelous takes pride of place, for it becomes the bearer of symbolic and semantic contents, as the place of expression of an otherness that preserves its own untranslatability. The article thus aims to show that the irreducible figure of the marvelous in Ortese embodies a deeply complex philosophy, which shows affinities with the reflection of twentieth-century thinkers and theologians (Simone Weil, Edith Stein), but also with the mystical tradition (especially Teresa of Ávila). Through such a poetics, the author succeeds in probing with power and originality the major issues of the twentieth century: evil, history, cosification, exploitation, the relations between the human and the nonhuman, the destruction of the other.
Title: Catastrofe e meraviglia. Storia, filosofia e etica animale in una novella di Anna Maria Ortese
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Questa analisi nasce con la volontà di indagare alcuni nuclei filosofici espressi dalla poetica di Anna Maria Ortese.
Nel caso della scrittura ortesiana, infatti, si dovrà parlare di un ragionamento di carattere etico, politico e teologico che in nessun caso prescinde dalla produzione letteraria, ma al contrario nasce e si sviluppa proprio in seno alla fiction.
Dunque si è scelto di leggere Le Piccole Persone, raccolta di lettere, articoli e piccoli saggi, in stretta connessione con esempi di narrativa.
A tale proposito, si è individuato ne L’Infanta Sepolta, opera meno conosciuta rispetto ai romanzi, un interessante case study capace di offrire un punto di vista privilegiato sulla poetica dell’autrice, di cui la novella rende manifesti alcuni tratti salienti; fra tutti, un ricorso al meraviglioso, che si fa portatore di contenuti simbolici e semantici poiché luogo di espressione di un’alterità che conserva la propria intraducibilità.
Il lavoro vuole quindi dimostrare che la cifra irriducibile del meraviglioso ortesiano incarna un pensiero critico profondamente complesso, il quale mostra affinità con la riflessione delle filosofe e teologhe novecentesche (Simone Weil, Edith Stein), ma anche con la tradizione mistica (soprattutto Teresa d’Avila).
Attraverso una poetica così organizzata, l’autrice riesce a sondare con potenza e originalità le principali questioni del Novecento: il male, la storia, la cosificazione, lo sfruttamento, i rapporti fra umano e non umano, la distruzione dell’altro.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------- The article aims to investigate a few philosophical notions underling Anna Maria Ortese’s work.
In the case of this writer, it is possible to speak of an ethical, political, and theological dimension that, rather than being unrelated to her literary production, takes shape through fiction.
The article focuses in particular on Le piccole persone, a collection of letters, articles and short essays, reading it in close connection with narrative examples.
In this regard, L’infanta sepolta, a lesser-known work than the novels, offers a privileged point of view on the author’s poetics, making manifest some of its salient traits.
Among them, the recourse to the marvelous takes pride of place, for it becomes the bearer of symbolic and semantic contents, as the place of expression of an otherness that preserves its own untranslatability.
The article thus aims to show that the irreducible figure of the marvelous in Ortese embodies a deeply complex philosophy, which shows affinities with the reflection of twentieth-century thinkers and theologians (Simone Weil, Edith Stein), but also with the mystical tradition (especially Teresa of Ávila).
Through such a poetics, the author succeeds in probing with power and originality the major issues of the twentieth century: evil, history, cosification, exploitation, the relations between the human and the nonhuman, the destruction of the other.

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