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Alcune questioni etico-deontologiche nella Medicina di laboratorio

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Nel presente contributo viene esaminata la scarsa letteratura inerente la fondazione etica dell’attività nel laboratorio biomedico (LBM), elaborata per lo più dagli specialisti di laboratorio. La scansione rivela le seguenti principali posizioni: 1. un approccio di etica procedurale, che rintraccia l’eticità nella laboratoristica sia nello scrupolo e nella trasparenza metodologica sia nella ottimizzazione delle dinamiche relazionali sia all’interno del laboratorio sia tra specialisti di laboratorio e clinici. Si tratta dunque di un’etica in certo modo “intrinseca”, cioè prevalentemente concentrata sull’oggetto materiale dell’attività. 2. Una prospettiva di marca jonasana improntata all’etica della responsabilità, improntata a due cardini: la “consapevolezza” delle conseguenze che al chimico clinico vengono dalle richieste di esami e la verifica dell’intenzionalità degli operatori. 3. L’etica delle virtù. Tale prospettiva postula l’esercizio dell’abito virtuoso da parte dell’operatore di laboratorio come condizione per raggiungere la finalità ultima della laboratoristica biomedica: il benessere del paziente. 4. Il principialismo, noto modello bioetico, peraltro proposto a livello globale da un gruppo di lavoro della International Federation of Clinical Chemistry (IFCC) quale base di discussione per le società specialistiche nazionali. 5. Infine, un’etica centrata sulla persona, ove il richiamo antropologico affianca ed integra i pur necessari compiti tecnici dello specialista di laboratorio. L’articolo si conclude con una disamina critica delle diverse posizioni riscontrate in letteratura. ---------- The paper examines the scarce literature related to the ethical foundation of the activity in the biomedical laboratory (BML), realized mainly by the experts of laboratory. The scanning reveals the followings main positions: 1. a procedural ethics approach, in which the ethics related to the BML is tracked both in the scruple and in the methodological transparency and in the optimization of the relational dynamics both in laboratory and among laboratory and clinicians experts. It concerns therefore with an “intrinsic” ethics, that is predominantly centred on the material object of the activity. 2. A perspective based on Jonas’s perspective marked on ethics of the responsibility, founded on two bases: the “awareness” of the consequences that clinicians chemist could receive from the examination demands and the verification of the intentionality of the operators. 3. Virtue ethics. Such perspective assumes the virtuous habit exercise of the operator of laboratory as condition to achieve the ultimate end of the BML: the patient’s wellbeing 4. Principialism, known as bioethical model, moreover proposed at a global level by a working group of the International Federation of Clinical Chemistry (IFCC) as basis of discussion for the national specialist societies. 5. Finally, an ethics centred on the person, where the anthropological reference helps and integrates the also necessary technical tasks of the laboratory expert. The article ends with a critical examination of the different positions found in literature.
Title: Alcune questioni etico-deontologiche nella Medicina di laboratorio
Description:
Nel presente contributo viene esaminata la scarsa letteratura inerente la fondazione etica dell’attività nel laboratorio biomedico (LBM), elaborata per lo più dagli specialisti di laboratorio.
La scansione rivela le seguenti principali posizioni: 1.
un approccio di etica procedurale, che rintraccia l’eticità nella laboratoristica sia nello scrupolo e nella trasparenza metodologica sia nella ottimizzazione delle dinamiche relazionali sia all’interno del laboratorio sia tra specialisti di laboratorio e clinici.
Si tratta dunque di un’etica in certo modo “intrinseca”, cioè prevalentemente concentrata sull’oggetto materiale dell’attività.
2.
Una prospettiva di marca jonasana improntata all’etica della responsabilità, improntata a due cardini: la “consapevolezza” delle conseguenze che al chimico clinico vengono dalle richieste di esami e la verifica dell’intenzionalità degli operatori.
3.
L’etica delle virtù.
Tale prospettiva postula l’esercizio dell’abito virtuoso da parte dell’operatore di laboratorio come condizione per raggiungere la finalità ultima della laboratoristica biomedica: il benessere del paziente.
4.
Il principialismo, noto modello bioetico, peraltro proposto a livello globale da un gruppo di lavoro della International Federation of Clinical Chemistry (IFCC) quale base di discussione per le società specialistiche nazionali.
5.
Infine, un’etica centrata sulla persona, ove il richiamo antropologico affianca ed integra i pur necessari compiti tecnici dello specialista di laboratorio.
L’articolo si conclude con una disamina critica delle diverse posizioni riscontrate in letteratura.
---------- The paper examines the scarce literature related to the ethical foundation of the activity in the biomedical laboratory (BML), realized mainly by the experts of laboratory.
The scanning reveals the followings main positions: 1.
a procedural ethics approach, in which the ethics related to the BML is tracked both in the scruple and in the methodological transparency and in the optimization of the relational dynamics both in laboratory and among laboratory and clinicians experts.
It concerns therefore with an “intrinsic” ethics, that is predominantly centred on the material object of the activity.
2.
A perspective based on Jonas’s perspective marked on ethics of the responsibility, founded on two bases: the “awareness” of the consequences that clinicians chemist could receive from the examination demands and the verification of the intentionality of the operators.
3.
Virtue ethics.
Such perspective assumes the virtuous habit exercise of the operator of laboratory as condition to achieve the ultimate end of the BML: the patient’s wellbeing 4.
Principialism, known as bioethical model, moreover proposed at a global level by a working group of the International Federation of Clinical Chemistry (IFCC) as basis of discussion for the national specialist societies.
5.
Finally, an ethics centred on the person, where the anthropological reference helps and integrates the also necessary technical tasks of the laboratory expert.
The article ends with a critical examination of the different positions found in literature.

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