Javascript must be enabled to continue!
Gianfranco Agosti, Nonno di Panapoli. Parafrasi del Vangelo di San Giovanni. Canto Quinto
View through CrossRef
Abstract
Se l'attenzione maggiore degli studiosi si è da sempre concentrata sulle Dionisiache, non di meno negli ultimi vent'anni si assiste a un rinnovato interesse per l'altro poema esametrico attribuito a Nonno, la Parafrasi del Vangelo di Giovanni; ciò soprattutto per merito di Enrico Livrea e della sua scuola fiorentina, di cui anche l'autore di questo volume fa parte. Esso rappresenta una tappa ulteriore – dopo l'edizione del Canto I (De Stefani), del Canto II (Livrea), del Canto XVIII (Livrea) e del Canto XX (Accorinti) – in quello che si annuncia come un progetto di edizione critica commentata di tutti canti del poema sacro nonniano: progetto certamente ambizioso ma indispensabile per fare luce piena su un momento fondamentale dell'epica tardoantica. Diversamente dalla poesia centonaria, Nonno, pur seguendo dappresso la Vorlage evangelica, volle fare opera in qualche misura originale e ci riuscì, pur con uno stile che non si potrebbe immaginare più contrastante rispetto alla austera sobrietà del dettato giovanneo. Il volume di Agosti, sostenuto da una ricchissima e pressocché completa bibliografia, si apre con una Introduzione assai ampia e decisamente pregevole per la capacità dimostrata dallo studioso di inquadrare il poema nonniano nell'ambito vasto dell'epica tardoantica non solo greca ma anche latina: da questo punto di vista illuminanti appaiono i raffronti con Giovenco, Aratore, Claudiano, Prudenzio, Commodiano, oltre che, naturalmente, con Gregorio Nazianzeno, Eudocia e gli Homerocentones. Convinto che il Nonno parafraste sia il medesimo autore delle Dionisiache, Agosti ritiene decisamente superata la tesi contraria, e intelligentemente si limita a rilevare la straordinaria affinità fra i due poemi non solo a livello stilistico, linguistico e metrico, ma anche – aspetto forse ancora più sorprendente – sotto il profilo concettuale: «Vi sono elementi di chiaro influsso cristiano nelle D. e d'altra parte la figura di Cristo tende ad assumere alcuni tratti bacchici nella P.» (p. 46). Una tesi, questa, che viene corroborata con numerosi raffronti puntuali nelle dense note di commento. Essendo gran parte del Canto Quinto, corrispondente al quinto capitolo del vangelo giovanneo, dedicato al miracolo del paralitico guarito nella piscina di Bethesda, viene affrontato il problema dello spazio dedicato ai miracoli di guarigione nel mondo pagano e cristiano del V secolo, in particolare nell'ambiente egizio dove Nonno visse e operò (ma molto cauto si mostra, a mio avviso saggiamente, l'Autore nei confronti di identificazioni troppo incerte, come quella che vorrebbe Nonno vescovo di Edessa). Il lettore deduce dalle sue considerazioni come nulla di sorprendente o di aberrante l'uomo tardoantico potesse scorgere nel racconto di Giovanni, che anzi non discorda da analoghe imprese attribuite ad Asclepio, il dio guaritore ϰατεξοχήν, ma anche a taumaturghi come Apollonio di Tiana: si trattava, se mai, di una sorta di concorrenza fra Cristo e i suoi omologhi e rivali pagani. Allo stesso modo, Agosti pensa che il pubblico della Parafrasi e quello delle Dionisiache fosse in sostanza il medesimo, forse con una percentuale cristiana maggiore nel primo caso e minore nel secondo. Ovviamente si rimane nel campo delle ipotesi, ma certo il sincretismo del tempo poteva forse spingersi tanto avanti da giustificare simile osmosi, anche se appare lecito dubitare che cristiani convinti giungessero a tollerare l'incredibile ampiezza del poema a gloria di Dioniso, e, viceversa, che a un pubblico pagano potesse veramente interessare il vangelo di Giovanni – di cui per altro Agosti segnala qualche risonanza in ambiente neoplatonico. Meritorie appaiono anche le osservazioni sul retroterra esegetico del poema sacro, «più vicino all'esegesi che alla parafrasi stricto sensu» (p. 111), con particolare riferimento al commento giovanneo di Cirillo d'Alessandria: una consonanza del resto già osservata da altri studiosi della Parafrasi. Nelle note l'Autore cita numerosi passi da Cirillo, non nascondendosi comunque la notevole libertà con cui Nonno – il cui intento primario non dovette certo essere teologico – se ne servì. Non meno interessanti le considerazioni su alcuni punti di contatto con la liturgia, tema di cui Agosti segnala la non secondaria importanza per una valutazione corretta e completa dell'epica cristiana.
Title: Gianfranco Agosti, Nonno di Panapoli. Parafrasi del Vangelo di San Giovanni. Canto Quinto
Description:
Abstract
Se l'attenzione maggiore degli studiosi si è da sempre concentrata sulle Dionisiache, non di meno negli ultimi vent'anni si assiste a un rinnovato interesse per l'altro poema esametrico attribuito a Nonno, la Parafrasi del Vangelo di Giovanni; ciò soprattutto per merito di Enrico Livrea e della sua scuola fiorentina, di cui anche l'autore di questo volume fa parte.
Esso rappresenta una tappa ulteriore – dopo l'edizione del Canto I (De Stefani), del Canto II (Livrea), del Canto XVIII (Livrea) e del Canto XX (Accorinti) – in quello che si annuncia come un progetto di edizione critica commentata di tutti canti del poema sacro nonniano: progetto certamente ambizioso ma indispensabile per fare luce piena su un momento fondamentale dell'epica tardoantica.
Diversamente dalla poesia centonaria, Nonno, pur seguendo dappresso la Vorlage evangelica, volle fare opera in qualche misura originale e ci riuscì, pur con uno stile che non si potrebbe immaginare più contrastante rispetto alla austera sobrietà del dettato giovanneo.
Il volume di Agosti, sostenuto da una ricchissima e pressocché completa bibliografia, si apre con una Introduzione assai ampia e decisamente pregevole per la capacità dimostrata dallo studioso di inquadrare il poema nonniano nell'ambito vasto dell'epica tardoantica non solo greca ma anche latina: da questo punto di vista illuminanti appaiono i raffronti con Giovenco, Aratore, Claudiano, Prudenzio, Commodiano, oltre che, naturalmente, con Gregorio Nazianzeno, Eudocia e gli Homerocentones.
Convinto che il Nonno parafraste sia il medesimo autore delle Dionisiache, Agosti ritiene decisamente superata la tesi contraria, e intelligentemente si limita a rilevare la straordinaria affinità fra i due poemi non solo a livello stilistico, linguistico e metrico, ma anche – aspetto forse ancora più sorprendente – sotto il profilo concettuale: «Vi sono elementi di chiaro influsso cristiano nelle D.
e d'altra parte la figura di Cristo tende ad assumere alcuni tratti bacchici nella P.
» (p.
46).
Una tesi, questa, che viene corroborata con numerosi raffronti puntuali nelle dense note di commento.
Essendo gran parte del Canto Quinto, corrispondente al quinto capitolo del vangelo giovanneo, dedicato al miracolo del paralitico guarito nella piscina di Bethesda, viene affrontato il problema dello spazio dedicato ai miracoli di guarigione nel mondo pagano e cristiano del V secolo, in particolare nell'ambiente egizio dove Nonno visse e operò (ma molto cauto si mostra, a mio avviso saggiamente, l'Autore nei confronti di identificazioni troppo incerte, come quella che vorrebbe Nonno vescovo di Edessa).
Il lettore deduce dalle sue considerazioni come nulla di sorprendente o di aberrante l'uomo tardoantico potesse scorgere nel racconto di Giovanni, che anzi non discorda da analoghe imprese attribuite ad Asclepio, il dio guaritore ϰατεξοχήν, ma anche a taumaturghi come Apollonio di Tiana: si trattava, se mai, di una sorta di concorrenza fra Cristo e i suoi omologhi e rivali pagani.
Allo stesso modo, Agosti pensa che il pubblico della Parafrasi e quello delle Dionisiache fosse in sostanza il medesimo, forse con una percentuale cristiana maggiore nel primo caso e minore nel secondo.
Ovviamente si rimane nel campo delle ipotesi, ma certo il sincretismo del tempo poteva forse spingersi tanto avanti da giustificare simile osmosi, anche se appare lecito dubitare che cristiani convinti giungessero a tollerare l'incredibile ampiezza del poema a gloria di Dioniso, e, viceversa, che a un pubblico pagano potesse veramente interessare il vangelo di Giovanni – di cui per altro Agosti segnala qualche risonanza in ambiente neoplatonico.
Meritorie appaiono anche le osservazioni sul retroterra esegetico del poema sacro, «più vicino all'esegesi che alla parafrasi stricto sensu» (p.
111), con particolare riferimento al commento giovanneo di Cirillo d'Alessandria: una consonanza del resto già osservata da altri studiosi della Parafrasi.
Nelle note l'Autore cita numerosi passi da Cirillo, non nascondendosi comunque la notevole libertà con cui Nonno – il cui intento primario non dovette certo essere teologico – se ne servì.
Non meno interessanti le considerazioni su alcuni punti di contatto con la liturgia, tema di cui Agosti segnala la non secondaria importanza per una valutazione corretta e completa dell'epica cristiana.
Related Results
Novedades sobre el enterramiento femenino de la Primera Edad del Hierro de Casa del Carpio (Belvís de la Jara, Toledo)
Novedades sobre el enterramiento femenino de la Primera Edad del Hierro de Casa del Carpio (Belvís de la Jara, Toledo)
Las características de la ubicación de la tumba de Casa del Carpio (Belvís de la Jara, Toledo), las circunstancias de su documentación, y lo excepcional del ajuar documentado han c...
Gianfranco Agosti: Nonno di Panopoli, Parafrasi del Vangelo di San Giovanni. Canto Quinto. Introduzione, edizione critica, traduzione e commento
Gianfranco Agosti: Nonno di Panopoli, Parafrasi del Vangelo di San Giovanni. Canto Quinto. Introduzione, edizione critica, traduzione e commento
Gianfranco Agosti: Nonno di Panopoli, Parafrasi del Vangelo di San Giovanni. Canto Quinto. Introduzione, edizione critica, traduzione e commento. Firenze: Università degli Studi di...
Homenaje a Edgar Morin
Homenaje a Edgar Morin
La presentación del número 14/4 de nuestra Revista Boletín Redipe consta de 2 apartes: Palabras del pedagogo español Doctor José Manuel Touriñán durante la jornada de ceremonia en ...
Claudio De Stefani: Nonno di Panopoli, Parafrasi del Vangelo di S. Giovanni. Canto I. Introduzione, testo critico, traduzione e commento
Claudio De Stefani: Nonno di Panopoli, Parafrasi del Vangelo di S. Giovanni. Canto I. Introduzione, testo critico, traduzione e commento
Claudio De Stefani: Nonno di Panopoli, Parafrasi del Vangelo di S. Giovanni. Canto I. Introduzione, testo critico, traduzione e commento. Bologna: Pàtron 2002. 264 S. (Eikasmos. Qu...
Dossier Voces y vocalidades en música popular
Dossier Voces y vocalidades en música popular
El dossier “Voces y vocalidades en música popular”, ha sido convocado con el propósito de enfocar las perspectivas y problemas derivados de las prácticas del canto y del uso de la ...
Presentación
Presentación
Andrés Felipe Pérez1
Profesor Universidad Autónoma de Occidente
El presente número de nuestra Revista Boletín Redipe trae como trabajo invitado el del antropólogo y lingüista Ale...
Memorias de la Jornada de Investigación en Derecho y Ciencias Forenses
Memorias de la Jornada de Investigación en Derecho y Ciencias Forenses
Aplicación de la licencia de luto, según la Ley 1280 de 2009 en el Ordenamiento Jurídico Colombiano de Cara a las Relaciones Individuales de Trabajo
Luisa Fernanda Tr...
Colaboradores
Colaboradores
Luis Pérez Valero es doctorando en música por la Pontificia Universidad Católica Argentina “Santa María de los Buenos Aires”; Máster universitario en música española e hispanoameri...

